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Albissola, l’artista Silvia Celeste Calcagno ospite al Museo Carlo Zauli di Faenza

Albissola, l’artista Silvia Celeste Calcagno ospite al Museo Carlo Zauli di Faenza

Albissola Marina. Rimarrà ospite del Museo Zauli di Faenza fino al 25 luglio Silvia Celeste Calcagno, albissolese doc che nel 2015, prima donna italiana, vinse nella capitale dell’arte la 59° edizione del Premio Faenza. La sua poetica, basata sull’autoanalisi e sul ricorso allo strumento fotografico e video, è al centro della sua permanenza faentina.

“Ho partecipato con grande piacere all’opening della mostra di Silvia Celeste Calcagno al museo Zauli di Faenza – commenta il vice sindaco ed assessore alla cultura Nicoletta Negro – esposizione che chiude una tre giorni di workshop tutta dedicata alla scoperta di se attraverso l’utilizzo di fotografie e trasformazioni. L’amministrazione è orgogliosa che Silvia riceva grandi riconoscimenti in Italia, perché anche attraverso la sua arte il nome di Albissola continua a vivere nella contemporaneità dei linguaggi”.

Di lei dice Matteo Zauli: “Da molto tempo seguo il lavoro e la ricerca di Silvia Celeste Calcagno con un’attenzione ed un’ammirazione che pone le proprie radici a diversi livelli di profondità, tali e tanti sono i motivi di riflessione che la ricerca dell’artista ligure esercita su chi, come me, riflette sui piani di intersezione tra materiale ceramico e espressione artistica contemporanea, tra tecnica e spessore concettuale.E proprio dalla ceramica ritengo che sia giusto partire, anche se tale aspetto non è il primo che a rigor di logica bisognerebbe affrontare parlando dell’artista ligure. Al momento esatto in cui scrivo, nel luglio del duemilaediciotto, Silvia Celeste Calcagno è senz’altro un’artista di riferimento per chiunque osservi, studi o lavori con la ceramica nell’arte contemporanea. La centralità di tale ruolo è dovuta a due aspetti fondamentali che caratterizzano il suo lavoro, e che sono presenti ormai da qualche anno nella propria ricerca: un utilizzo peculiarissimo ed assolutamente personale della tecnica e la nitidezza dei propri contenuti artistici, che vanno molto al di là di un contesto di genere che, appunto, contraddistingue la visione tecnica delle arti”.

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