Economia

I Verdi savonesi: “Un rilancio della cultura del mare grazie ai palombari della Comsubin”

I Verdi savonesi: “Un rilancio della cultura del mare grazie ai palombari della Comsubin”

Finale Ligure. “La conoscenza del passato deve servire per affrontare in modo consapevole il futuro. Questo principio deve valere e passare anche attraverso la riscoperta delle tradizioni della nostra antica marineria”. Lo afferma il portavoce dei Verdi della provincia di Savona Gabriello Castellazzi, che ricorda come “nei giorni scorsi, davanti a Capo Noli, grazie ai palombari della Marina, si è conclusa positivamente un’indagine archeologica sottomarina che ha suscitato grande interesse. I risultati delle ricerche sul vascello francese affondato nel 1795 da Nelson, hanno consentito di recuperare reperti preziosi che potranno arricchire, in provincia di Savona, il già vasto patrimonio archeologico proveniente dal mare”.

“Sono molto noti il Museo Navale di Albenga e il Museo della Marineria di Loano. Poli culturali capaci di ospitare ogni anno centinaia di classi di studenti e migliaia di turisti. Strumenti utili per capire l’evoluzione storico- ambientale della nostra costa, i cambiamenti delle società, degli strumenti e degli stili di vita che hanno caratterizzato la nostra fascia costiera lungo i secoli. Il Museo di Albenga fa concorrenza al Museo Galata di Genova in quanto conserva una quantità incredibile di reperti marini, di origine romana, portati in superficie nel secolo scorso dal mai dimenticato Nino Lamboglia, padre dell’archeologia sottomarina italiana. Il Museo di Loano dal 2005 ospita al Kursaal una serie importante di documenti, modellini, oggetti preziosi e manufatti della marineria storica locale”.

“Le scoperte di oggi tra Finale e Capo Noli ci fanno ricordare che un patrimonio simile è anche in possesso del Comune di Finale Ligure. La ben nota Sala del Mare, parte del vecchio Museo Civico Finalese, riaperta con successo l’ultima volta nel 2005 presso il Museo Archeologico del Finale (ben noto in Italia ed in Europa per i reperti preistorici) non ha più trovato un luogo adatto ad una sua idonea collocazione. Bussole, polene,modellini, sestanti,carte nautiche, rimangono per il momento nascosti in attesa di una nuova valorizzazione”.

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