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Trasporto pubblico, Pd: “Condividiamo l’appello dei pendolari, serve salto di qualità”

Genova. Dopo l’appello lanciato dai comitati dei pendolari liguri, arriva la solidarietà del Partito Democratico: “Condividiamo l’appello lanciato dai comitati dei pendolari liguri ai candidati alle regionali, per un migliore servizio di trasporto pubblico. I temi messi in campo dai pendolari sono gli stessi che, dai banchi dell’opposizione, abbiamo portato più volte all’attenzione della maggioranza di centrodestra, da tempo sorda a qualsiasi tipo di confronto. Serve un salto di qualità nell’agenda dei trasporti della Liguria, a partire dalla revisione del contratto di servizio con Trenitalia siglato due anni e mezzo fa dalla Giunta Toti, che dura la bellezza di 15 anni: un accordo di lungo periodo che non tutela a dovere i pendolari e che non mette mano in modo deciso a tutte le criticità che riguardano il trasporto ferroviario della nostra regione. Come ricordano i comitati (non solo quelli liguri, ma anche quelli piemontesi, visto che alcune tratte molto problematiche e al tempo stesso strategiche come la Genova-Acqui attraversano le due regioni) ciò che manca alla Liguria è soprattutto una metropolitana regionale ferroviaria, visto che il treno è uno degli assi fondamentali per gli spostamenti sul nostro territorio. Le linee liguri hanno ancora troppi buchi d’orario e nei giorni festivi serve un incremento consistente dei convogli, per garantire a tutti una mobilità migliore e più giusta. Non basta rinnovare il parco rotabile, sono ancora troppi i treni vetusti che viaggiano sui binari liguri. Mentre va rivista la scelta di acquistare nuovi treni a bassissima capienza, come denunciato anche dai sindacati”.

“È necessario potenziare le linee più fragili, come la Genova-Acqui e la Genova-Busalla-Isola del Cantone, che sono state completamente dimenticate in questi anni. Occorre aumentare il numero di chilometri da inserire nel contratto di servizio, perché nonostante la sua lunga durata non è stato aggiunto neppure un chilometro alla capienza precedente. Uno dei tasti più dolenti su cui occorre intervenire sono i tempi di percorrenza: vanno ridotti drasticamente, per consentire viaggi più veloci e confortevoli. Per farlo serve anche una revisione dell’infrastruttura. Mentre è assolutamente necessario bloccare gli imminenti aumenti tariffari – l’attuale situazione non li giustifica – e rivedere il sistema delle penali per il concessionario, che al momento non tutela i pendolari. Per quanto riguarda l’emergenza Covid-19, non siamo ancora arrivati al 100% dell’offerta ferroviaria pre pandemia: uno scandalo. Anche perché il Governo ha investito quasi un miliardo di euro per aiutare le Regioni, più una serie di ingenti fondi finalizzati al potenziamento della mobilità in occasione della riapertura delle scuole. Assurdo che la Giunta non abbia ancora pensato a strutturare un sistema integrato di trasporto pubblico”.

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