Genova. Dopo il cluster scoperto al padiglione Maragliano dell’ospedale San Martino e l’inchiesta aperta dalla procura di Genova si moltiplicano le segnalazioni di chi ha o ha avuto congiunti deceduti in quel reparto nell’ultimo periodo e vuole sapere se il Covid può essere stata causa o concausa del decesso.
E’ il caso dei famigliari di Anna Maria Sostegni, genovese di 64 anni, morta il 4 marzo al Maragliano. I parenti dopo aver saputo del cluster nel padiglione dove la donna era stata ricoverata fino a dieci giorni prima, hanno presentato denuncia ai Nas chiedendo il sequestro delle cartelle cliniche e la riesumazione della salma per verificare se la donna era positiva al Covid.
La donna, affetta da patologie respiratorie da molti anni, aveva anche altri problemi di salute, spiegano i famigliari nella denuncia, ma la situazione era stata sempre stabile. Ad inizio febbraio le sue condizioni peggiorano tanto che viene ricoverata al San Martino, prima all’unità di crisi e poi trasferita al Maragliano, clinica specializzata in malattie respiratorie. Lì, raccontano i familiari, Anna Maria era migliorata tanto che i medici si sarebbero detti pronti a dimetterla, ma la 64enne aveva problemi di deambulazione, così il ricovero era stato prolungato in attesa di individuare un percorso riabilitativo che potesse garantirle una maggiore autonomia. Il 27 febbraio tuttavia la situazione peggiora nuovamente: ha la tosse, spiegano i parenti, ma per i medici la situazione sarebbe comunque rimasta stabile e sotto controllo. Il 4 marzo, poco dopo aver ricevuto la visita di un nipote (vaccinato perché milite in una pubblica assistenza) e aver sentito telefonicamente la sorella, la 64enne muore. Causa della morte, secondo quanto comunicato dall’ospedale alla sorella, un arresto cardio-circolatorio.
