Provincia. “Dopo l’autorizzazione concessa dalla Regione Liguria alla società ‘CET’ (Compagnia Europea per il Titanio) ad effettuare sondaggi programmati per quantificare esattamente le risorse di titanio nel Parco del Beigua si apprende oggi di una nuova richiesta, proveniente dalla australiana ‘Alta Zinc’ (grande multinazionale mineraria), finalizzata a valutare la consistenza dei depositi di manganese per riattivare le miniere in località Gambatesa nel ‘Parco dell’Aveto’ (Alta Zinc possiede già miniere di manganese e rame a Berceto e vuole investire milioni di dollari per riaprire le miniere di piombo e zinco a Gorno). Questa accelerazione deve preoccupare tutti perchè se ‘fanno gola’ anche le risorse minerarie della Liguria (ed entrano per questo in gioco multinazionali di questo calibro) un motivo ci deve pur essere”. A lanciare l’allarme, in una nota, è il portavoce dei Verdi della provincia di Savona Gabriello Castellazzi, che torna sull’acceso dibattito sulle autorizzazioni alle attività di scavo all’interno dell’area del parco del Beigua.
Nonostante le rassicurazioni dell’assessore regionale Marco Scajola, tuttavia, i” Verdi non accettano le dichiarazioni di equidistanza dell’ assessore alle attività estrattive quando dice ‘io non sono né a favore né contro, valuto tutte le opzioni’, mentre l’Alta Zinc comunica la convinzione ‘di poter riattivare quei siti di grande potenzialità grazie a moderne tecniche di estrazione’, alcuni tecnici del settore sostengono che è possibile far convivere, negli stessi luoghi, attività minerarie e turismo – precisa Castellazzi -. A questo punto è opportuno far riferimento ad uno degli ultimi rapporti ISPRA (Istituto Superiore Protezione e Ricerca Ambientale) dove si dichiara che ‘all’obbligo giuridico, nonché morale di preservare le risorse naturali per il benessere delle generazioni presenti e future, si accompagna l’impegno del ‘Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiernte’ a divulgare le informazioni ambientali, partecipando così al rinnovamento di quel patto di fiducia con i cittadini che costituisce il fondamento di ogni democrazia, nella consapevolezza che il futuro di ogni società civile dipende esclusivamente dal futuro che sapremo dare al nostro pianeta”.
“Su questa linea – prosegua il portavoce savonese – proviamo a fare il punto della situazione. La ‘transizione ecologica‘, di cui tanto si parla, potrà realizzarsi solo con una riduzione radicale delle fonti fossili (petrolio,carbone). Le nuove tecnologie per la produzione e la distribuzione di energia pulita da fonti rinnovabili (sole, geotermia, ecc,) richiederanno un numero crescente di macchine e impianti realizzabili con minerali difficili da reperire sul mercato mondiale. Il cobalto, il litio, il manganese, il nichel, lo zinco e il rame saranno sempre più necessari per fabbricare pale eoliche, pannelli solari, batterie, veicoli elettrici e almeno due miliardi di nuovi smartphone nei prossimi cinque anni se si affermerà il sistema di comunicazioni 5G”.
