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La storia della galleria Il Gabbiano rivive al Camec nella mostra “Attraverso l’arte”

Cinquant’anni di arte, confronto e storie che dalla Spezia arrivano in molti angoli d’Italia sono racchiusi in quattro sale. Tra il 1968 e il 2018 l’attività della galleria Il Gabbiano è stata tutto questo e molto, molto di più. Un distillato di tutto ciò lo si può trovare nella mostra “Attraverso l’arte”, che inaugura oggi pomeriggio al Camec. Quanto lo spazio espositivo fondato da Mauro Manfredi e Fernando Andolcetti abbia rappresentato per l’arte spezzina e italiana lo si intuisce dai numeri, come le 530 mostre realizzate, dai nomi accolti sulle pareti, ma soprattutto dal racconto di chi l’ha frequentata assiduamente.
“Provenendo dall’arte antica, Il Gabbiano mi ha cambiato la vita e il modo di guardare il mondo: è stata un’avventura meravigliosa. Il Gabbiano non era una realtà cristallizzata, ma un luogo di dialogo e discussione, senza mai litigare”, ricorda Mara Borzone, che dal 1986 al 2018 ha frequentato la galleria per cui ha scritto decine di testi critici. “Venivano i grandi e i grandissimi dell’arte, nomi che hanno esposto al Moma o che si sono meritati personali in giro per l’Europa, artisti con i quali si poteva scambiare la propria idea del mondo, spesso in contraddizione tra gli interlocutori. E poi c’era Giorgio Cozzani, il grande collezionista, che veniva tutti i giorni, così come Ferdinando Acerbi. Insomma, quella de Il Gabbiano è una storia di quadri e di persone”.
Altro assiduo frequentatore della galleria degli amici Mauro e Fernando era Cosimo Cimino, insegnate e artista: “Portavo spesso le classi delle medie alla galleria e quasi sempre i ragazzi tiravano fuori pensieri straordinari, osservazioni di una freschezza incredibile. Il Gabbiano ha avuto anche una forte valenza formativa”. Ne sanno qualcosa i tanti che si sono avvicinati alla galleria da giovani e che oggi sono a loro volta artisti affermati, come Jacopo Benassi o Lorenzo D’Anteo, o operano nel settore, come Mario Commone, Francesca Cattoi, Lara Conte e Marta Manini, che oggi hanno omaggiato i loro ricordi curando l’esposizione.
Ed è proprio tra gli amici e i clienti della galleria che i curatori, capitanati da Commone, hanno dovuto “scavare” per recuperare le numerosissime opere esposte al Camec dalle 18 di oggi sino al 25 settembre. “La galleria è stata sempre condotta da artisti e questo ha portato a selezionare le mostre in maniera del tutto particolare. Abbiamo deciso di aprire l’esposizione con una parete omaggio ad Andolcetti e Manfredi. Lo stile della galleria era quello di esporre poche opere, ma significative. Invece qua abbiamo scelto di creare una sorta di ubriacatura“.

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