La balenottera “Ble”

La balenottera “Ble”

Balenottera azzurra

Sfonderei un portone spalancato se dicessi che la landa della Sprugola è terra di migrazione: non solo per la situazione attuale o il massiccio movimento in entrata che si verificò con l’Arsenale ma anche per quello in uscita. Ci fu, per esempio, una emigrazione poderosa quando ventidue secoli fa i Romani dopo alcuni gravi insuccessi riuscirono a imporsi sulla gente che abitava questi posti. Popolo di sconfitti, quasi in massa furono portati via dai luoghi natali e trasferiti a forza nel lontanissimo Sannio i cui abitanti attuali tuttora conservano, dicono gli studiosi, alcune linee del loro Dna in comune con molti di noi, segno del mantenimento di una continuità genetica. All’andare e venire siamo dunque per tradizione avvezzi ma non si pensi, per carità, che il tutto abbia avuto inizio quando ci furono quelle deportazioni. Niente affatto, di cose del genere se ne erano già viste a iosa. Infatti, molti e molti secoli prima di quel tempo che per noi è già così lontanissimo, i padroni del Golfo non erano gli umani ma ben diversi tipi di mammiferi.

Iscritte all’anagrafe del tempo, per esempio, c’erano anche le balenottere che per il colore più chiaro del ventre rispetto al grigio bluastro del mantello, sono comunemente chiamate azzurre. Della loro presenza abbiamo certe tracce perché di una fu rinvenuto lo scheletro durante i lavori di sterro dell’Arsenale. Allora, dovendo far diventare mare quella che era una zona tutto sommato pianeggiante, scavavano dove era terra ferma e piuttosto in profondità. Così i cavafanghi, le ruspe dell’epoca, le pale e le zappe tirarono fuori da tutto quel sedime tonnellate di metri cubi di risulta rinvenendovi anche interessanti: resti che testimoniavano la presenza di ville romane, manufatti di ogni genere e altre robe di varia umanità fra cui in una serie di misture di miche e argille anche i resti della nostra balenottera

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