
Camporosso. Cosa fare quando si è vittime di violenza; quali possibilità si hanno per uscire dall’incubo; cosa possono fare le forze dell’ordine; quali diritti hanno le vittime. Sono i temi trattati ieri sera al convegno “Insieme contro la violenza sulle donne“, organizzato dall’associazione Buonavoglia (che riunisce Croce Azzurra Misericordie e Aceb) presso il centro polivalente Giovanni Falcone a Camporosso.
Tra i relatori, Cristiana Bruzzone (infermiera del 118) e Giuseppe Tramontana (formatore area emergenza Misericordie): è il personale sanitario, infatti, il primo che spesso interviene quando una donna o dei minori vengono picchiati. Non sempre la chiamata che arriva alla centrale operativa del 118 è chiara: le vittime, quando chiedono aiuto, non parlano apertamente della violenza subita dal compagno. Questo il motivo per cui è necessario che i soccorritori siano preparati al meglio per gestire la situazione. Stessa cosa accade in pronto soccorso, come ha spiegato Cristiana Bruzzone: «Molto spesso una donna arriva e non dichiara di essere stata picchiata dal compagno, dal figlio, ma se si presenta diverse volte con ferite e con traumi è una donna che ha bisogno d’aiuto. Dobbiamo cercare di capirlo, e se non vuole denunciare non possiamo obbligarla, ma abbiamo gli strumenti per refertare le ferite e avvisare le autorità competenti».