A Pitelli omaggio a studenti e operai delle lotte degli anni ’60. E un pensiero speciale a Gianfranco Padula

A Pitelli omaggio a studenti e operai delle lotte degli anni ’60. E un pensiero speciale a Gianfranco Padula

Gianfranco Padula

La presentazione a Pitelli di entrambi i volumi del libro di Giorgio Pagano e Maria Cristina Mirabello “Un mondo nuovo, una speranza appena nata. Gli anni Sessanta alla Spezia ed in provincia”, organizzata dalla Sezione ANPI e dal Circolo ARCI di Pitelli, è stata l’occasione per ricordare i tanti pitellesi, studenti e operai, protagonisti delle lotte degli anni Sessanta e del biennio 1968-1969. Pagano, dialogando con Roberto Centi, insegnante e consigliere regionale, si è soffermato in particolare su due figure. La prima è Valeria Vassale, studentessa del Liceo Classico Costa, che si commosse vedendo, dalla finestra della scuola, il primo corteo operaio alla Spezia dopo dieci anni, quello degli operai del Muggiano del 16 maggio 1961 e scrisse una lettera a “L’Unità” che fu pubblicata in prima pagina, così presentata: “Come i lettori vedranno, si tratta di un documento pervaso di tanta umanità e di tanta verità che qualsiasi commento rischierebbe di sminuirlo”. Pagano ne ha letto un brano: “Sono una ragazza come tante altre, che frequenta una scuola dalla quale, come dice il mio professore di italiano, usciranno i futuri dirigenti dell’Italia. Stamani, dalla finestra della mia aula, ho visto gli scioperanti dell’Ansaldo sfilare per le vie di Spezia. Tanti e coraggiosi. I miei compagni facevano ironici commenti. […] Avrei, forse, dovuto rispondergli che ciò che a quegli operai importa è di essere considerati uomini, non macchine per far soldi; invece ho taciuto, perché non avevo parole nella mente. C’era solo un disperato bisogno di piangere, specialmente quando è passato un gruppo di operai che cantava pacatamente. Ho afferrato soltanto poche parole: ‘Viviamo del nostro lavoro’, il cuore mi si è gonfiato di dolore. Io vedevo sfilare tanti visi sconosciuti, certi della giustezza delle loro rivendicazioni. Non sono stata più in grado di seguire la lezione per il resto della mattinata, perché pensavo all’ingiustizia del mondo, nel quale entrerò come dirigente, secondo quanto dice il mio professore”.

La lettera suscitò un ampio dibattito, dal quale scaturì il primo incontro nazionale tra operai e studenti, che si tenne alla Spezia il 9 giugno 1961. La seconda figura è quella di Gianfranco Padula, operaio del Muggiano, democristiano della CISL, “simbolo – ha detto Pagano- della profonda trasformazione del sindacato cattolico lungo il decennio, che portò all’unità sindacale”. Questo un brano della sua testimonianza, che racconta la lotta operaia per la dignità, contro la “fabbrica caserma”: “Entrai in Cantiere nel 1955, prima lavoravo con le ditte. Ho cominciato come manovale, alla fine ero capo dei pompieri. Il lavoro era pesante, il clima autoritario. Sui moli avevamo i gabinetti che andavano in mare. Se ci andavi e non facevi niente, era meglio avere i sassi in tasca da gettare in acqua, cosi il guardiano non protestava. Nelle riunioni con la Direzione quando trattavi avevi paura: potevi avere dei grattacapi. […] Sono stato Segretario della Sezione DC di Pitelli dal 1954 al 1966, ero della corrente di sinistra, quella legata alla CISL, di Pastore e poi Donat-Cattin. Noi dicevamo sempre: ‘Il nemico non è la CGIL, è il padrone’. […] Mi misero a fare il capo dei pompieri, cosi non potevo scioperare”. Gianfranco Padula è scomparso oggi, a 89 anni. Ai familiari, presenti all’iniziativa, vanno le condoglianze commosse di ANPI e di ARCI Pitelli e degli autori del libro.

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