Fumi delle navi, la Capitaneria: “Gli obiettivi annuali dei monitoraggi sono impartiti dal ministero”

Fumi delle navi, la Capitaneria: “Gli obiettivi annuali dei monitoraggi sono impartiti dal ministero”

Giulio Colotto e Alessandro Ducci

I controlli effettuati sulle navi da crociera non hanno mai portato a staccare sanzioni e la loro frequenza e tipologia sono dettate da linee guida ministeriali, che derivano a loro volta da quello che viene deciso a livello continentale sulla base degli ultimi dati relativi ai traffici marittimi internazionali.
Sono alcune delle spiegazioni fornite nel pomeriggio dal comandante della Capitaneria di porto della Spezia, Alessandro Ducci, e dal tenente di vascello Giulio Colotto nel corso dell’audizione che si è svolta di fronte ai membri della seconda commissione consiliare spezzina presieduta da Matteo Basso.

“Vengo da un’esperienza di vita nei porti lunga 35 anni – ha esordito il comandante Ducci – e devo dire che la situazione alla Spezia è migliore di tante altre: qua ormeggiano navi di nuova generazione e di compagnie importanti. Ero ben più spaventato dal fumo nero che vedevo fuoriuscire dai fumaioli delle navi di altri porti. Sono qua da settembre 2021 e valuto positivamente la realtà che ho trovato. Bisogna sempre tendere a migliorare, ma la vicinanza tra la città e il porto, come accade a Genova o Livorno, porta senza alcun dubbio a una convivenza difficile”.
Il comandante ha riferito come i campionamenti messi in atto sui carburanti per testare la percentuale di zolfo non abbiano portato a sanzioni e ha aggiunto che le navi hanno in gran parte gli scrubber che lavano i fumi trattenendo particolato e componenti acide: “Per questo il fumo che fuoriesce dai fumaioli è prevalentemente biancastro, a testimonianza del fatto che gli inquinanti sono stati abbattuti. Non dimentichiamo che gli armatori hanno vantaggio di immagine a non passare per quelli che inquinano”.
Sempre dal racconto del comandante Ducci è arrivata conferma rispetto alla prossima trasformazione del Mediterraneo area Seca (Sulphur Emission Control Area), prevista tra un paio d’anni, ma anche riguardo al rispetto dei limiti di emissione previsti dall’accordo volontario Blue flag firmato dalle principali compagnie che portano passeggeri sulle banchine spezzine.
“La firma di quel memorandum ha dato i suoi frutti – ha proseguito Ducci – e inoltre il Piano operativo triennale dell’Autorità di sistema portuale prevede 290 milioni di euro di investimenti nei prossimi tre anni per affrontare il problema delle emissioni: sono in arrivo ulteriori risorse per l’elettrificazione delle banchine, le gare per la cabina di trasformazione sono state lanciate ed è stato annunciato l’utilizzo di una chiatta per la captazione dei fumi con gru telescopica”. Una soluzione, quest’ultima, che dovrebbe arrivare entro il 2025 e per la quale è stata stanziata una spesa di 9 milioni da parte dell’ente di Via del Molo.

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