
“Nei giorni scorsi abbiamo letto le prese di posizione dell’Amministrazione Comunale e della Consulta di quartiere di Sarzanello che difendono a spada tratta la proposta del progetto del centro sportivo in Via Navonella. Il PD, In azione per Sarzana e Italia Viva hanno già spiegato le ragioni della contrarietà a tale progetto, in sintesi qui le ripetiamo: Si tratta del consumo di suolo per circa di 55 mila metri quadrati di area agricola con un investimento sostanzialmente edilizio del valore di circa 15 milioni di euro”. Così in una nota le tre formazioni di opposizione del Consiglio comunale, che proseguono: “Le ripercussioni negative sulla viabilità, sia in fase di realizzazione dei lavori, sia, successivamente, a lavori conclusi, considerando l’aumento del flusso di traffico e la mancanza di primarie infrastrutture, saranno di forte impatto ambientale. A tali criticità non vengono date risposte o almeno solo in parte e in maniera non convincente e non soddisfacente. Non può bastare la promessa di effettuare due slarghi, comunque utili, o asfaltare una strada, azione che appare complicata essendo adiacente ad un canale, o servire le sole case adiacenti, per giustificare un intervento così invasivo, altro che intervento che va a sanare una zona incolta. Per la consulta, vero è che non è nel suo potere “decidere”, è positivo l’intervento perché ” asfaltano una strada e sanano “una zona abbandonata.” e ” promettono di seguire gli altri cittadini nelle loro problematiche” Siamo sconcertati da tali affermazioni che sono comunque contrarie a ciò che sostengono gli abitanti. C’è stato un processo partecipativo? Si, ma fasullo. Perché la maggior parte degli abitanti sono di opinione contraria prova ne sono le firme raccolte e depositate; consulta e amministrazione non ne tengono conto.
La zona è stata sottoposta a vincolo di conservazione per le sue peculiarità ambientali e paesaggistiche e non può sopportare un intervento di tale portata che i cittadini non vogliono.
Le nostre perplessità aumentano anche in ragione del fatto che dubitiamo sulla pubblica utilità dell’intervento (si agirebbe in variante al Piano Regolatore Comunale scaduto da anni) e non siamo convinti sulla sostenibilità economica”.
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