
Università di Torino e Lav hanno condiviso un progetto per sterilizzare i cinghiali che per quasi un mese hanno vissuto nel Parco della Maggiolina alla Spezia. A renderlo noto è l’associazione animalista che al contempo lancia un messaggio al ministro Schillaci affinché gli ungulati rimasti nella porzione di territorio, a Riccò del Golfo, vengano trasferiti in un luogo ritenuto più sicuro. La richiesta della Lav arriva dopo la sparizione delle due femmine adulte e perché ritengono che la recinzione presente non fosse sufficiente.
In una nota l’associazione spiega: ” Purtroppo, poche settimane dopo il salvataggio, abbiamo dovuto registrare la scomparsa delle due femmine adulte, prontamente denunciata presso le autorità competenti che però, a oggi, non sono riuscite a fare chiarezza sul destino degli animali. A fronte dell’evidente mancanza di sicurezza del recinto, a novembre era stata individuata la disponibilità all’accoglienza di tutti i cinghiali presso un rifugio in Toscana. La Regione Liguria aveva dato il suo nulla osta alla traslocazione che però è stata impedita dall’Asl competente toscana con il pretesto del rischio di diffusione della Peste Suina Africana, per la quale i cinghiali sono già stati testati e risultati negativi. A fronte del muro eretto dalla Regione Toscana, la Lav ha subito contattato il Ministro della Salute chiedendo un suo intervento per sbloccare la situazione, che è in tutta evidenza fortemente insicura per gli animali”.
“Avevamo comunque promesso che ci saremmo presi cura di loro – afferma Massimo Vitturi, responsabile nazionale Lav area Animali Selvatici – e quindi, oltre alla ricerca di una nuova destinazione, proprio ieri sono cominciate le operazioni di sterilizzazione dei cinghiali, allo scopo di evitare riproduzioni indesiderate, che nel breve volgere di qualche mese e a causa dell’alta prolificità della specie, avrebbero reso il recinto che li ospita ancora più inadeguato.”