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I consiglieri di minoranza presentano mozione su Panigaglia: “I cittadini non vengano “comprati” con il ricatto occupazionale o con i bonus carburanti”

I consiglieri di minoranza presentano mozione su Panigaglia: “I cittadini non vengano “comprati” con il ricatto occupazionale o con i bonus carburanti”

Rigassificatore di Panigaglia

“Il 28 agosto un fulmine incendiò la ciminiera di Panigaglia, causando grande agitazione alla popolazione locale, che chiese perciò di organizzare un’assemblea pubblica per discutere sulla partecipazione al piano di emergenza esterno e sulle mancate esercitazioni (obbligatorie secondo la Prefettura) e per avere spiegazioni sull’incidente, in quanto il sindaco ha il dovere di informare formalmente la cittadinanza. Data l’assenza di tutta l’amministrazione comunale e dei dirigenti Snam all’assemblea pubblica, nonostante gli inviti via pec, i gruppi consiliari Lista La Civica, Insieme alla Gente e Porto Venere Civica hanno così deciso, in accordo coi molti residenti presenti, di raccogliere le richieste sulla partecipazione in una mozione e i quesiti sull’incendio in un’interrogazione, da discutere in una seduta straordinaria del consiglio comunale”. Firmato Francesca Sacconi, Roberto Farnocchia, Jacopo Conti e Paolo Negro, cioè i consiglieri di opposizione del Comune di Porto Venere.
La mozione fa riferimento alla presenza storica dell’impianto Gnl di Fezzano e la scelta che fu fatta a suo tempo che “può essere interpretata più come scambio tra cedere parte del nostro territorio in cambio di posti di lavoro e benefici immediati in opere per il nostro comune. Purtroppo, oggi come allora chi governa pensa sempre e solo al proprio mandato, senza soffermarsi su quello che il proprio operato causerà nelle generazioni avvenire – si legge nel documento congiunto -. Con la crisi energetica che ci stanno raccontando in questi ultimi anni, sicuramente lo stabilimento non avrà vita breve, anzi come sta già succedendo l‘impianto di Fezzano ha aumentato il lavoro. Per cui chiediamo che i cittadini non vengano “comprati” con il ricatto occupazionale o con i bonus carburanti (che poi sappiamo essere un parafulmine per la società) ma che siano parte attiva di quello che dev’essere l’organizzazione che riguarda la sicurezza perché le vite umane non si possono barattare. Ricordiamoci che lo stabilimento ricade nelle normativa “seveso3” quindi un impianto ad alto rischi. Abbiamo saputo che il PEE verrà aggiornato anche per l‘aumento del carico di lavoro dello stabilimento”. Nella parte finale della mozione i consiglieri portoveneresi esprimono le loro richieste: “Nel nuovo piano venga previsto un piano di evacuazione che prima di approvarlo in via definitiva venga sottoposto alla popolazione con la possibilità di presentare integrazioni. Vengano svolte a cadenza annuale esercitazioni per evacuazioni, possibilmente nel periodo estivo così da coinvolgere anche le persone che non risiedono nel nostro comune in inverno; rimodulare il modo con cui viene data l’allerta, perché crediamo che gli avvisi sonori che partano dell’impianto non siano assolutamente idonei”.

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