Incontro interreligioso in Piazza Brin per riflettere sui temi dell’ecologia

Incontro interreligioso in Piazza Brin per riflettere sui temi dell’ecologia

Piazza Brin

Il terremoto in Marocco, l’inondazione in Libia sono solo gli ultimi di tutta una serie di eventi naturali difficili da affrontare che hanno fatto da sfondo alle riflessioni che il vescovo diocesano Luigi Ernesto Palletti e l’imam El Ghanioui hanno presentato l’altro sabato in piazza Brin, in occasione della giornata dedicata alla creazione. Nel tempo del creato (1 settembre – 4 ottobre) si è riflettuto sul tema della giustizia e della pace, che il profeta Amos vede scorrere come un fiume nel dono di Dio. L’elemento naturale sottolineato era quindi l’acqua. Per questo la celebrazione della Messa è stata fatta presso la fontana di piazza Brin, per avere lo scrosciare dell’acqua come accompagnamento e richiamo costante. Il Masci, Movimento adulti scout italiani, ha celebrato nell’occasione anche la giornata dello scoutismo adulto, preparando segni e preghiere che aiutassero a considerare i diversi aspetti dell’acqua, dall’essere fonte di vita per tutti a elemento essenziale per la preparazione del pane eucaristico, ma anche a luogo di lotta e di morte per i migranti che affrontano il mare. Per l’incontro interreligioso che ogni anno caratterizza in diocesi la giornata del creato, dato che gli eventi ricordati hanno colpito in modo particolare anche alla Spezia la comunità islamica, dove rilevante è il numero delle famiglie di origine marocchina, si è pensato di fare una raccolta speciale a sostegno dei terremotati di quella nazione e di riflettere su cosa ci dice la creazione anche in quei momenti nei quali è meno “poetica” e rivela tutta la sua forza. Dopo la testimonianza di una ragazza che si trovava in Marocco il giorno del terremoto e che è rimasta stupita dell’atteggiamento di fede con cui molti intorno a lei hanno vissuto la scossa, il vescovo e l’imam hanno cercato di descrivere come si ponga di fronte a tali eventi chi crede in un Creatore buono e misericordioso. Ha colpito molti la sintonia di atteggiamento: in effetti, sono momenti che rivelano tutta la nostra fragilità, ovvero quanto siamo piccoli di fronte a Dio e quanto sia difficile per noi pensare di poter comprendere e guidare tutto. Sono anche occasioni che mostrano la continua evoluzione della creazione e che ci costringono a non fare di noi stessi e delle nostre situazioni il centro di tutto. Il richiamo alla precarietà è anche occasione importante che richiama alla conversione, alla necessità di essere sempre pronti all’incontro. La difficoltà è a sua volta occasione preziosa per provocare molti ad aiutarsi, a far cadere divisioni, fratture, contrapposizioni anche religiose per darsi una mano reciprocamente. Ci hanno testimoniato come di fatto, anche in questa occasione, comunità religiose differenti siano state capaci di una fattiva collaborazione per affrontare l’emergenza. Ha concluso l’incontro la recita della preghiera che papa Francesco ha presentato nella “Laudato sì” al Dio Creatore.

(Francesco Vannini)

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