Politica

AvantInsieme: “Riaprire maternità e ginecologia al San Bartolomeo”

AvantInsieme: “Riaprire maternità e ginecologia al San Bartolomeo”

Ospedale San Bartolomeo

“Oggi nel Consiglio comunale di Sarzana si discuterà dell’impatto sul territorio del nuovo Piano Socio Sanitario Regionale (PSSR) valevole fino al 2025. E’ drammatico che nel piano Socio Sanitario Regionale l’Ospedale Sarzanese venga declassato a “Ospedale di Base a forte integrazione col territorio” perciò non vengano previsti potenziamenti attraverso i fondi del PNNR a disposizione. Alla luce di questo per noi è indispensabile che il PSSR sia modificato inserendo l’ospedale San Bartolomeo di Sarzana come ospedale che, a regime , sia dedicato alle attività di elezione, cioè interventi decisi dai medici e dai pazienti, ed effettuati in situazioni non di urgenza. Questo anche per evitare parte degli esodi fuori regione e ridurre le bibliche liste di attesa. E’ sotto gli occhi di tutti poi che sia necessario un nuovo piano di assunzioni per colmare le carenze, visto l’impietoso confronto tra la media del personale spezzino a quello delle altre ASL liguri, chiedendo alla Regione incentivi verso il personale sanitario che rendano più attrattivo lavorare in ASL5. Vi è poi la definizione della fase transitoria, in attesa dell’entrata in funzione del nuovo Felettino, durante la quale solo il recupero della parte dell’ospedale sarzanese, ad oggi inutilizzata, e il suo potenziamento garantirebbero una fase di transizione meno problematica e una migliore qualità rispetto al fatiscente Sant’Andrea oggetto giornaliero di situazioni infelici. L’ emergenza COVID ci ha insegnato che il sistema è da rifondare, potenziandolo sia in termini di strutture sanitarie, sia territorialmente , implementando i servizi e aumentando le dotazioni soprattutto di personale. Ad esempio dalla chiusura dei reparti di maternità e ostetricia sarzanesi è innegabile l’esodo che vi sia stato verso le altre regioni e province. Riaprire questi reparti a Sarzana, valorizzerebbe e garantirebbe un migliore servizio per tutto il territorio dell’intera Lunigiana, un bacino di oltre 120.000 abitanti.

 

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