Savona Capitale della Cultura, via agli incontri: “Se avremo riportato l’orgoglio nei savonesi avremo fatto qualcosa di grande”

Savona Capitale della Cultura, via agli incontri: “Se avremo riportato l’orgoglio nei savonesi avremo fatto qualcosa di grande”

torretta savona porto darsena generica vista veduta dall'alto

Savona. “Comunque vada a finire, se avremo riportato nei savonesi l’orgoglio per la loro città e le sue potenzialità avremo comunque fatto qualcosa di grande”. E’ questa la filosofia alla base dell’iter, iniziato questa mattina, volto a candidare Savona come Capitale italiana della Cultura nel 2027. A pronunciare queste parole è Paolo Verri, manager culturale ed esperto in candidature di città per il loro sviluppo: è lui la persona scelta dal Comune per coordinare il lungo lavoro necessario alla creazione del “dossier” di 60 pagine che costituirà la candidatura ufficiale.

Il suo curriculum è di quelli pesanti: direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino dal 1993 al 1997, ha diretto il piano strategico di Torino fino al 2006, i festeggiamenti per il 150° dell’Unità d’Italia nel 2011, gli eventi del Padiglione Italia di Expo Milano 2015, e da pochi giorni è il nuovo direttore della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori. “E’ sicuramente un uomo di grandissima levatura, esperienza e capacità – commenta Marco Russo, sindaco di Savona – E’ quello che ci serve per aiutarci a tirare fuori ciò che la città ha. Io lo dico sempre: la brace che c’è sotto la cenere esiste, lui è la persona giusta per aiutarci a tirarla fuori ma anche per stimolarci a ‘salire’ qualche gradino nello standing della città, abituandoci alle sfide di ampio respiro. Dobbiamo abituarci ad alzare lo sguardo, lui ci aiuta a farlo tirando fuori le qualità che la città ha”.

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