
Liguria. “Sapevamo benissimo che la normativa approvata in Regione sul lavoro dei medici nelle strutture private convenzionate poteva essere considerata in contrasto con la normativa nazionale. Ma siamo altrettanto convinti che quella stessa normativa nazionale sia uno degli ostacoli a ciò che serve, in emergenza, ad affrontare il tema delle liste di attesa. Lo abbiamo detto con cortesia istituzionale al ministro della Salute nell’incontro della settimana scorsa, comunicando altresì che Regione Liguria, contrariamente ad altre volte, non intendeva recedere dalla norma e si difenderà davanti alla Corte Costituzionale. Non è infatti il Governo, bensì la massima Corte, a decidere se la norma sia o meno applicabile. Per altro, a differenza di quanto sostengono gli esponenti dell’opposizione, cui consigliamo di andare a rileggersi qualche libro di diritto, il governo può impugnare la norma e poi sarà la Corte a dichiararla, eventualmente in un secondo momento, incostituzionale”.
Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e l’assessore alla Sanità Angelo Gratarola in merito alla delibera dell’ultimo Consiglio dei Ministri che ha giudicato inapplicabile la legge sulla libera professione allargata ai medici.