Economia

Piscine agriturismi, la Coldiretti apuana: “Con svuotamento ogni tre anni, salvaguardia risorsa e abbattimento costi”

Piscine agriturismi, la Coldiretti apuana: “Con svuotamento ogni tre anni, salvaguardia risorsa e abbattimento costi”

Panorama lunigianese da Quercia di Aulla, Lunigiana

Sono un centinaio gli agriturismi apuo-lunigianesi che potrebbero beneficiare della modifica della legge sullo svuotamento delle piscine approvata dalla giunta regionale della Toscana ed attesa ora in Consiglio: ne da informazione in una nota la Coldiretti di Massa Carrara. La vigente normativa, che risale al 2006, spiega ancora l’associazione, prevede lo svuotamento delle piscine ogni anno indifferentemente dalla qualità dell’acqua. La proposta, nata su suggerimento di Coldiretti e Terranostra insieme alle altre associazioni di categoria del turismo, prevede invece lo svuotamento ogni tre anni “per salvaguardare da una parte la risorsa idrica, sempre più preziosa e dall’altra per abbattere i costi di gestione delle aziende agricole che nel frattempo sono lievitati”, spiega la Coldiretti apuana. Sono complessivamente 123 le strutture agrituristiche censite in provincia di Massa Carrara e possono ospitare fino a 1.200 turisti al giorno; mentre le piazzole per la sosta di camper e tende sono 21. Pontremoli è il comune con il maggior numero di strutture (18) seguito da Fivizzano (18). Due strutture su tre sono guidate da imprenditrici, è il dato regionale più alto (48%).

“E’ una modifica che ci auguriamo il consiglio regionale approverà in tempi rapidi perché porterà sicuramente dei benefici alle strutture. In provincia di Massa Carrara abbiamo stimato che almeno 3 strutture su 4 propongono agli ospiti il servizio piscina che è diventato elemento fondamentale e caratterizzante della nostra offerta e di un settore che vale 30 mila presenze all’anno – le parole di Francesca Ferrari, presidente Coldiretti Massa Carrara -. L’acqua rappresenta una risorsa vulnerabile ma, nel contempo, limitata e, in quanto tale, occorre preservarla e tutelarla anche tramite l’adozione di misure ed interventi cosiddetti responsabili e finalizzati al rispetto dell’ambiente. E’ una proposta molto positiva partita da una precisa richiesta di tutte le organizzazioni di categoria del settore turismo che hanno saputo interloquire in maniera costruttiva con le istituzioni e che aggiorna un dispositivo normativo che non tiene conto del mutato contesto climatico e dei passi in avanti della tecnologia nel monitoraggio puntuale dell’acqua e delle sue caratteristiche”.

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