Apicoltura Ribaditi divisa in due dalla frana: “Ma domenica porte aperte ai visitatori”

Apicoltura Ribaditi divisa in due dalla frana: “Ma domenica porte aperte ai visitatori”

Apicoltura Ribaditi

Quasi cento anni di storia messi a dura prova dalla frana che da mesi taglia in due il territorio di Calice al Cornoviglio. Eppure l’Apicoltura Ribaditi non rinuncerà a spalancare le porte ai visitatori per Mielerie Aperte, evento che coinvolge duecento aziende in tutta Italia del circuito di Unappai, l’Unione nazionale di associazioni di apicoltori italiani. “Il 19 maggio aspettiamo chiunque vorrà testimoniarci la propria vicinanza, anche a costo di fare una strada più lunga rispetto al solito. Noi saremo pronti ad accoglierli”, dice Maurizio Ribaditi che nel 2017 ha preso un’attività di apicoltura tradizionale aperta nel 1932, nel cuore incontaminato della Val di Vara, aggiungendo 250 metri di laboratorio di produzione, punto vendita e spazio per attività collaterali. Come quella di domenica prossima.

Le chiusura della sp8, travolta da alcuni massi caduti da un pendìo tuttora pericolante, ha cambiato la vita dell’azienda a conduzione famigliare. “Oggi mi trovo ad avere alveari sia al di qua che al di là dalla frana – spiega Ribaditi -. Devo fare il giro da Beverone per andare a controllarli. L’azienda è divisa in due. Compro i vasetti ma non me li portano più, devo scendono con il furgone ma non posso fare carichi importanti. Porto il miele ai rivenditori in Piazza del Mercato e ci metto un’ora e mezza. La vendita online ci tiene in piede, la ma gestione è diventata complicata”.

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