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Corruzione in Liguria, Lista Toti: “D’Angelo e il PD non possono negare soldi e lavoro anche per loro”

Corruzione in Liguria, Lista Toti: “D’Angelo e il PD non possono negare soldi e lavoro anche per loro”

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Liguria. “Excusatio non pentita. Scusa non richiesta. Non si possono che definire così le dichiarazioni del segretario genovese del Pd Simone D’Angelo che cerca di chiamare fuori il suo partito dai contatti con Aldo Spinelli e con gli imprenditori portuali dicendo che non ha preso soldi dopo il 2021.  Proprio oggi anche gli articoli di stampa gli ricordano che l’ammontare dei finanziamenti del terminalista genovese per Burlando sono stati persino superiori rispetto a quelli garantiti a Giovanni Toti. Sorpresi, ma neppure troppo, per questo mettere le mani avanti da parte del Pd, non possiamo che ricordare proprio a Simone D’Angelo come nessuno di noi abbia mai contestato il contatto diretto e continuo tra il suo partito e il mondo portuale, anche e più profondamente con chi oggi è coinvolto in prima persona in questa inchiesta”.

“Pare quantomeno poco opportuno per un funzionario del Pd che è diventato dipendente, anzi responsabile finanziario, della società guidata da una delle persone destinatarie di un provvedimento cautelare nell’inchiesta. Poco opportuno per chi dimentica che il responsabile del dipartimento Infrastrutture della segreteria nazionale del Pd, è stato recentemente chiamato a fare l’amministratore delegato di Ente Bacini, società pubblica del porto di Genova il cui presidente è finito nell’inchiesta. Lo diciamo con tutto il garantismo che serve nei confronti di tutti gli indagati. Di tutti. Poco opportuno, lo ribadiamo, non il rapporto tra politica e imprenditoria che non è nulla di illecito o di immorale, ma il tentativo di nascondere ciò che è innegabile”. Risponde così la Lista Toti al segretario genovese del Pd Simone D’Angelo.

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