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Nove sindaci confermati e due bocciature, a Monterosso e Varese Ligure. Nei Comuni più grandi centrodestra e centrosinistra conservano il controllo

Nove sindaci confermati e due bocciature, a Monterosso e Varese Ligure. Nei Comuni più grandi centrodestra e centrosinistra conservano il controllo

Infografica sindaci eletti amministrative 2024

Una tornata elettorale piena di conferme e ma anche foriera di qualche sorpresa, quella che si è conclusa oggi pomeriggio con lo spoglio delle schede delle elezioni amministrative in 17 Comuni della provincia spezzina.
A fronte di ben nove sindaci uscenti riconfermati, infatti, ci sono state due bocciature che fanno rumore, con la sconfitta dei primi cittadini uscenti sancita dalle urne. Si tratta di Emanuele Moggia, sindaco di Monterosso al mare dal 2014, al quale gli elettori non hanno consegnato le chiavi del Comune per il terzo mandato, affidandole invece a Francesco Sassarini. Lo stesso epilogo l’ha vissuto Gian Carlo Lucchetti, per due mandati sindaco di Varese Ligure, al quale gli elettori hanno preferito lo sfidante Mauro Rattone.
Coloro che invece si sono visti riconfermare la fiducia da parte dei cittadini che già li avevano votati almeno una volta sono i sindaci uscenti di Arcola, Bonassola, Follo, Framura, Pignone, Riccò del Golfo, Rocchetta Vara, Sesta Godano e Vezzano Ligure. In particolare Giorgio Bernardin, Andrea Da Passano, Loris Figoli e Marco Traversone sono riusciti a centrare la terza elezione consecutiva, mentre per Monica Paganini, Rita Mazzi, Ivano Barcellone, Roberto Canata e Massimo Bertone si è trattato della seconda affermazione di fila.

Tra i Comuni più importanti tra quelli chiamati al voto, il centrosinistra si è confermato alla guida di Arcola e Vezzano, ma anche a Castelnuovo Magra e Bolano dove ha puntato su Katia Cecchinelli e Paolo Adorni, esponenti delle maggioranze uscenti come candidati in continuità.
Il centrodestra ha fatto lo stesso a Riccò con Figoli e a Follo, dove però ad appoggiare il sindaco uscente Rita Mazzi c’era solamente l’anima totiana della coalizione, evidentemente sufficiente per avere il maggior numero di voti sul territorio.

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