Cronaca

San Colombano: preso l’aggressore, è l’ex fidanzato respinto dalla figlia

San Colombano: preso l’aggressore, è l’ex fidanzato respinto dalla figlia

carabinieri, servizio, arma

Dal Comando Provinciale di Genova dei Carabinieri

Alle ore 22:00 circa del 09.06.2024, due coniugi di 62 e 65 anni, mentre si trovavano all’interno
della propria abitazione, ubicata in località Celesia di San Colombano, venivano aggrediti
violentemente al volto e al cranio mediante l’uso di una roncola. Nell’azione delittuosa veniva
ucciso anche il loro cane di piccola taglia.
Successivamente venivano sottratte le chiavi delle loro due autovetture, la prima una Volkswagen
T-Roc che il malvivente non riusciva ad asportare poiché non riusciva ad inserire la retromarcia, la
seconda una fiat 500. Proprio su questa autovettura avveniva la fuga del reo, allorquando veniva
scoperto da dei vicini di casa che si erano avvicinati all’abitazione della vittima poiché avevano
sentito rumori strani seguiti da lamenti. Il fuggitivo durante il tragitto, a poca distanza dal luogo
del reato, perdeva il controllo del mezzo uscendo fuori strada, ed abbandonando così l’auto.
Quella che poteva apparire come una rapina in abitazione degenerata, non convinceva i carabinieri
del Nucleo Investigativo di Genova e della Compagnia di Chiavari.
L’immediata e complessa attività di indagine faceva emergere la figura dell’ex fidanzato della
figlia della vittima che non aveva mai accettato la fine della relazione quinquennale soprattutto da
quando la ragazza aveva iniziato una nuova storia con altro partner.
I messaggi sul telefono della ragazza da parte dell’ex si facevano sempre più insistenti tanto da
arrivare a minacciare, più o meno velatamente, il suo cane ed i suoi genitori.
Dallo scorso venerdì l’uomo lasciva la propria abitazione dove si trovava in affitto e decideva di
non utilizzare più il proprio telefono al fine rendersi irrintracciabile.
Presumibilmente il sabato si introduceva in una casa non abitata a pochi metri dall’abitazione dei
genitori della sua ex fidanzata. La domenica sera, intorno alle 22,00, decideva di portare a termine
il suo disegno criminale: si arrampicava lungo la parete esterna fino a raggiungere la terrazza della
casa dove, proprio in quel momento, la mamma 65enne della sua ex stava per chiudere le imposte.
La aggrediva violentemente con una roncola colpendola al viso ed alla testa. La donna chiamava il
marito in aiuto mentre l’uomo, entrato nella camera da letto, prima uccideva il cane che gli andava
incontro e poi colpiva con altrettanta veemenza il marito della donna in bagno.
Poi, prelevate le chiavi delle auto, scappava dall’abitazione.
Presa la 500, dopo poche curve usciva di strada, riusciva a non ferirsi e fuggiva a piedi nel bosco.
Le ricerche dei carabinieri si estendevano in particolare in tutta la zona del Tigullio genovese,
soprattutto nelle zone più montuose. Giungeva quindi una segnalazione secondo cui il fuggitivo si
era allontanato verso un rifugio tra i boschi a circa 2 ore a piedi da Santo Stefano d’Aveto. Il
Comando Provinciale dei Carabinieri organizzava immediatamente, nonostante fosse notte fonda,
le ricerche all’interno dell’aria boschiva che veniva pattugliata a piedi con l’intervento dei militari
del Reparto Operativo, della Compagnia di Chiavari, della Stazione di Santo Stefano d’Aveto e dei
carabinieri Forestali. I militari giungevano al rifugio “Astas” e, dopo avere circondato la struttura,
entravano all’interno bloccando l’uomo dopo un tenue tentativo di resistenza. Bloccato, veniva
sottoposto ad interrogatorio presso la Procura al termine del quale, in considerazione del grave
quadro indiziario derivante dalle indagini dei carabinieri, il Pubblico Ministero disponeva il fermo
per tentato omicidio aggravato. Veniva quindi associato presso il carcere di Marassi.

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