
Oltre al sostegno offerto dalla Caritas diocesana alle famiglie in difficoltà economiche e a rischio di emarginazione sociale, il ricavato delle offerte della “Quaresima di carità” andrà a suor Lucia Citro, religiosa saveriana che opera in Camerun, nella periferia della capitale commerciale di Douala. In un momento storico in cui la nostra diocesi non ha più missionari, la Provvidenza ci ha consentito infatti di fare esperienza dell’universalità della Chiesa, facendoci conoscere le suore missionarie Saveriane, dalle quali chi scrive è stato ospitato lo scorso anno insieme a don Samuele Bragazzi. Abbiamo così conosciuto più da vicino lo slancio missionario di suor Lucia. Missionaria da trentasei anni, la prima tappa l’ha vissuta nella Repubblica Democratica del Congo, a fianco ai giovani e come maestra delle novizie. Rientrata in Italia, ha guidato l’animazione missionaria a Milano ed ha prestato servizio in direzione generale dell’ordine. Ed ecco che, dopo diversi anni, le è stato chiesto di ritornare in terra africana, nel Camerun. Mettendo per iscritto la sua testimonianza, afferma che «non è stato semplice tornare dopo tanto tempo, però ho accettato la scommessa e ormai sono qui da sette anni, nella parrocchia di San Giuda Apostolo a Ngodi Bakoko, dove l’anno scorso, anche don Manrico e don Samuele hanno potuto constatare in prima persona la realtà. Davvero qui si tocca con mano un nuovo aspetto della missione: più che realizzare delle opere o essere a capo di qualche gruppo o associazione, mi sono infatti ritrovata a camminare come sorella, figlia e madre di questo popolo. È stata una scoperta fondamentale, quella dimensione fraterna che sto sempre più gustando e valorizzando all’interno della mia vita missionaria, poiché a lasciare il segno nella gente sono proprio le relazioni fraterne che riusciamo a stabilire con le persone… Vivo insieme alle consorelle saveriane, una brasiliana e due congolesi. Anche questa realtà è una bella sfida, poiché tutti possono notare come, nonostante le diversità, sia possibile stare insieme in un cammino di vita comune in cui il protagonista rimane sempre il Signore. Nel concreto, mi è stato chiesto di accompagnare in parrocchia il cammino della Caritas. Quello che mi affascina di più non è solo l’aiuto concreto che riusciamo a dare a tante persone, bensì la profonda collaborazione che non sta nascendo solo nella comunità cristiana. Ciò che mi sembra davvero un valore aggiunto è una generosità che aiuta a superare barriere a prima vista insormontabili. Ad esempio, per il sostegno del progetto scolastico o per i malati, oltre a ricevere offerte dai cristiani, riceviamo aiuto anche da chi non segue la Chiesa o ha un’altra fede. Così, ad esempio, una nostra amica musulmana ogni anno, puntualmente e con molta generosità, ci dona un sostegno per i bambini più vulnerabili della nostra scuola. Davvero mi sento così un “ponte” fra Cristo e gli altri, che operano a favore del Regno dei Cieli pur non sapendolo, e di ciò sono grata a Dio. Un altro ambito di cui mi occupo è quello dello sfruttamento delle persone: a livello di legge tutti vengono tutelati, ma in concreto i loro diritti sono calpestati attraverso varie forme di violenza. Da anni sono così impegnata nella “Rete Internazionale contro la tratta delle persone”. Attraverso il sostegno che riceviamo, abbiamo creato un progetto di micro-finanza che offre un aiuto economico alle persone che vorrebbero uscire da situazioni di sfruttamento, ma non ne hanno da sole le possibilità». A questa testimonianza, fornitaci direttamente da suor Lucia, aggiungiamo che la sua presenza porta sempre un senso di speranza e di unità all’interno della piccola grande comunità di Ngodi, dimostrando che anche piccoli gesti possono fare una grande differenza. In un mondo che ha bisogno di gesti concreti di bene, la storia di suor Lucia ci ricorda che ogni piccolo gesto conta e che, insieme, possiamo costruire un domani più luminoso. In fondo, come recita la famosa frase di Madre Teresa di Calcutta, “siamo piccole matite nella mano di Dio”.
L’articolo Proseguono le attività di “Spazio mamma” proviene da Città della Spezia.