
Ampliare la formazione degli apicoltori, incrementare la dotazione di ‘arpe elettriche’, proseguire con monitoraggio e mappatura dei nidi. Questi gli obbiettivi di Regione Liguria per il 2025 per quanto riguarda il contrasto alla diffusione della vespa velutina: a delinearli in Consiglio regionale il vice presidente e assessore all’Agricoltura, Alessandro Piana, rispondendo a un’interrogazione con cui la consigliera Katia Piccardo (Pd) si è rivolta a giunta e assessore competente per conoscere “a quali punto siano le diverse iniziative di contrasto della Vespa velutina in regione Liguria” e “se non intendano stipulare strumenti gestionali – convenzioni, albi di soggetti abilitati – al fine di rafforzare l’attività di contrasto alla vespa velutina”, si legge nell’interrogazione. “L’imenottero Vespa velutina – scrive Piccardo in un passaggio delle premesse dell’interrogazione – rappresenta una grave minaccia per il territorio ligure e per la conservazione della biodiversità degli ecosistemi naturali presenti sul territorio, in particolare delle specie forestali, delle piante coltivate e della flora spontanea, essendo un temibile predatore di api, bombi ed altri insetti impollinatori e risulta essere aggressivo anche nei confronti dell’uomo, qualora quest’ultimo si avvicini involontariamente ad un nido”.
“Le iniziative intraprese da Regione Liguria per contrastare la diffusione della velutina si articolano sostanzialmente in tre principali ambiti: azioni di controllo diretto sul territorio; azioni di formazione a supporto degli apicoltori; sperimentazione di nuovi sistemi per il contrasto del predatore – ha detto l’assessore Piana -. Per quanto riguarda le azioni di controllo, Regione, con una delibera di giunta del 2019, aveva individuato il Parco naturale regionale delle Alpi liguri come l’ente territoriale di riferimento per quanto riguarda l’attività di coordinamento regionale e soprattutto anche per quanto riguarda tutte quelle operazioni di controllo e prevenzione sul calabrone asiatico. In tal senso era stato predisposto un protocollo operativo per fare alcune tipologie di azioni: coordinare le squadre operative e gestione-segnalazioni di interventi per la rimozione dei nidi; mappatura e archiviazione dei dati in un database georeferenziato; e soprattutto anche l’utilizzo di attrezzature specializzate e l’impiego di aste telescopiche, tute protettive e insetticidi per la neutralizzazione dei nidi. Le squadre operative individuate per la distruzione dei nidi appartengono a Protezione civile, Rangers d’Italia e a quelle che sono le due associazioni apistiche riconosciute a livello regionale, ovvero Alpa Miele e Alpi Liguria. La procedura prevede una segnalazione da parte del soggetto singolo o anche di una amministrazione comunale, tramite mail, a cui fa seguito ovviamente l’intervento, e i costi sono tutti a carico del Parco delle Alpi liguri e di conseguenza di Regione Liguria”. Ha proseguito Piana: “Dal 2019 ad oggi sono stati destinati per gli interventi circa 260mila. Interventi che dal 2019 ad oggi sono stati quasi 4mila, il 92 per cento in provincia di Imperia – l’insetto arriva dalla Costa Azzurra, quindi l’Imperiese è la prima ‘frontiera’ -, il 4 per cento in provincia di Savona, il 3 per cento in quella della Spezia, in quella di Genova finora solo l’1 per cento”. Circa 120 dunque gli interventi effettuati nello Spezzino dal 2019.
“Il mese scorso – ha poi continuato Piana – sono stato al ministero dell’Agricoltura, dove ho incontrato il sottosegretario D’Eramo e il direttore del dipartimento Agricoltura per chiedere maggiori fondi da parte del ministero per contrastare la diffusione della vespa velutina, così come avviene in altre regioni per altri insetti o animali alieni, ad esempio il granchio blu nel Veneto, e ci hanno assicurato che ci daranno una dotazione economica maggiore, perché finora a farsi carico a livello nazionale per contrastare la velutina è stata solo ed esclusivamente Regione Liguria”.