
Genova. Doveva essere la seduta di commissione per approfondire il testo del nuovo Piano del Verde, prima di passare all’eventuale approvazione da parte del Consiglio comunale, ma si è trasformata in un vero e proprio ring politico con attacchi incrociati sulle responsabilità politiche del “rischio arboreo”. Una seduta discesa nel caos, durante la quale i rappresentanti delle associazioni ambientaliste invitate come auditi hanno deciso di abbandonare l’aula.
Seduta partita subito col il fuoco di sbarramento delle opposizioni che hanno eccepito il fatto che nel testo della delibera mancavano i parere dei municipi, come previsto, e che i termini della presentazione di questi pareri fosse stato fissato in 10 giorni, tempistica prevista in casi di provvedimenti urgenti e non differibili. In particolare la consigliera della lista RossoVerdi, Francesca Ghio, ha evidenziato il fatto che la richiesta di avere il parere dei Municipi sia partita dopo il suo sollecito, avvenuto lo scorso giovedì 20, mentre la commissione era già stata fissata per oggi, 24 marzo. Con tempistiche quindi “impossibili” per le circoscrizioni. Oltre a ciò, nel documento presentato Filippo Bruzzone ha fatto notare l’assenza del parere – negativo della Consulta del Verde. Da qui la richiesta di sospendere i lavori e rimandare la commissione. Una richiesta rilanciata anche dai consiglieri Stefano Costa (Progetto al Centro), Claudio Villa e Davide Patrone (Partito Democratico). Cristina Lodi, oggi nel gruppo misto, ha anche ricordato come l’anno scorso era stata approvata la creazione di un Garante del verde, a cui, successivamente, non è mai stato dato un seguito.