Regione. “La Giunta Bucci, invece di risolvere i problemi delle liste d’attesa, ha trovato un nuovo modo per punire le cittadine e i cittadini: far pagare il ticket anche a chi è esente, se non si presenta a un esame prenotato. Una misura ingiusta e inaccettabile che non affronta il vero problema ovvero il mancato rispetto dei tempi previsti per le prestazioni sanitarie. Questa norma farà lavorare più gli avvocati che i medici, perché è destinata a essere impugnata come illegittima”. Lo afferma Gianni Pastorino, consigliere regionale e rappresentante di Linea Condivisa.
“Premesso che è assolutamente necessario avvisare in caso di assenza a una visita prenotata, il vero motivo per cui molte persone non si presentano è che i tempi di attesa nel pubblico sono inaccettabili. Così chi ha bisogno di una diagnosi urgente è costretto a rivolgersi al privato, lasciando decadere la prenotazione pubblica. Non è colpa delle cittadine e dei cittadini ma di un sistema sanitario regionale incapace di garantire cure nei tempi di legge. Con questa decisione la Regione scarica la responsabilità delle proprie inefficienze sugli utenti, persino quelli esenti dal ticket, colpendo le fasce più fragili della popolazione” continua Pastorino.
“Lo Sportello Diritto Salute di Linea Condivisa, che in questi mesi ha raccolto centinaia di segnalazioni da parte di cittadine e cittadini che non riescono ad accedere alle cure nei tempi stabiliti, conferma che il problema è strutturale. I tempi di attesa sono fuori controllo, e la Regione non ha trovato una soluzione reale. Invece di mettere in campo un piano per più personale sanitario, una gestione più efficiente delle aziende sanitarie, un accordo con le organizzazioni sindacali e le aziende per il funzionamento della grande diagnostica si limita a introdurre sanzioni. È una logica punitiva che non risolve nulla. Non solo è ingiusta, ma anche probabilmente illegittima“.