Politica

“Moro assassinato dalla violenza comunista”, Pci Sarzana: “Da Plicanti affermazioni inaccettabili”

“Moro assassinato dalla violenza comunista”, Pci Sarzana: “Da Plicanti affermazioni inaccettabili”

Matteo Bellegoni

“Ho appreso con sconcerto le dichiarazioni dei giorni scorsi della presidente del Consiglio comunale di Sarzana, Raffaella Plicanti che, durante una seduta del Consiglio, ha affermato che Aldo Moro sarebbe stato ucciso dalla “violenza comunista”. Un’affermazione storicamente falsa e politicamente inaccettabile da cui emerge o una totale mancanza di conoscenza dei fatti o la malafede”. Lo afferma in una nota il segretario regionale del PCI Matteo Bellegoni in merito all’affermazione dell’esponente di Fratelli d’Italia intervenuta nel dibattito sui fatti di Piazza Jurgens dello scorso luglio. “..il consigliere Ricci ha fatto riferimento a Moro, una figura che tutti stimiamo – ha affermato Plicanti – ma non dice nulla sul fatto che proprio Moro, come sappiamo tutti, è stato assassinato dalla violenza comunista“. Presidente del Consiglio che ha inoltre ricordato come nei mesi scorsi, con alcune scritte comparse sui muri di Sarzana, la tragica fine dell’esponente DC venne accostata al nome della sindaca Ponzanelli.
“Il delitto Moro – aggiunge invece Bellegoni – fu partorito da un connubio tra brigatisti e organizzazioni filo atlantiche che complottarono contro Moro proprio in funzione anticomunista nell’intento di impedire al PCI di arrivare, seppur in coalizione, al governo del Paese. Il Partito Comunista Italiano non ebbe mai nulla a che vedere con le Brigate Rosse e con il terrorismo che insanguinò l’Italia negli anni Settanta. Anzi, il PCI fu tra i principali bersagli politici di quella violenza: le BR consideravano i comunisti “nemici” proprio perché impegnati a costruire un percorso democratico e di massa, radicato nei luoghi di lavoro e nella società. Basti ricordare che l’allora Segretario Enrico Berlinguer e la dirigenza del PCI denunciarono fin dall’inizio la natura criminale delle BR definendole “strumento della reazione” e nemiche del movimento operaio. Molti dirigenti e militanti comunisti furono minacciati, aggrediti e persino uccisi dal terrorismo. Guido Rossa, operaio comunista e iscritto alla CGIL di cui possediamo gelosamente in sezione la bandiera della sezione di Sarzana che mio padre insieme ad altri compagni dedicò alla sua memoria, venne assassinato dalle BR a Genova nel 1979 perché aveva denunciato un brigatista in fabbrica. Nei giorni del sequestro Moro inoltre il PCI partecipò responsabilmente al fronte unitario che respinse ogni ipotesi di trattativa con i terroristi, sostenendo con fermezza la Repubblica democratica. Attribuire al comunismo e al PCI la responsabilità della morte di Moro significa riscrivere la storia in chiave mistificatoria come sono abituati a fare tra le fila di Fratelli d’Italia insultando la memoria di chi ha difeso la democrazia e ha pagato con la vita l’opposizione al terrorismo. Chiediamo alla presidente del Consiglio comunale di Sarzana di rettificare immediatamente le sue dichiarazioni, di scusarsi con chi è erede di quella storia e di rispettare la verità storica quando si permette di parlare del Partito Comunista Italiano. La lotta delle comuniste e dei comunisti – conclude Bellegoni – in quegli anni fu, e resta, nella nostra città come in tutto il Paese, una lotta per la democrazia, per i diritti sociali e per la pace, in totale contrapposizione a ogni forma di terrorismo”.

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