
Giovane soccorsa ieri a San Fruttuoso dopo che aveva annunciato l’intenzione di uccidersi a seguito di una violenza subita. Sarà l’équipe dei medici dell’ospedale Galliera che hanno visitato la ragazza a relazionare la Procura circa le sue condizioni psico-fisiche. Ieri era apparsa confusa e agitata; sollevata per essere stata soccorsa. Intanto gli inquirenti dovranno capire la violenza, se confermata, quando e dove sia avvenuta; durante la passeggiata nel Parco di Portofino ieri sotto la pioggia?
Se confermata, il caso avrebbe un precedente che i vecchi portofinesi ricordano: lo stupro subito da una turista lungo il sentiero dei Baci in un’epoca in cui l’argomento violenza sessuale era un tabù. Oggi non lo è più perché si è capito che parlandone si aiutano le vittima ad allontanarsi, denunciare. Allo stesso modo ci sono movimenti che invitano a parlare dei suicidi (fatta salva la privacy che consiste nel non rilevare nome, cognome, indirizzo delle persone coinvolte perché non possano essere identificate), a organizzare convegni e conferenze per prevenirli, capire lo stato d’animo e le motivazioni di chi si avvicina alla decisione. Il tacere (come avveniva nel ventennio) non limita assolutamente i propositi suicidi o autolesionistici; lascia semplicemente sole persone che avrebbero bisogni di sostegno.