Cronaca

Due persone all’ospedale con un’intossicazione per aver mangiato pesce mal conservato: ristorante sospeso a Sarzana

Due persone all’ospedale con un’intossicazione per aver mangiato pesce mal conservato: ristorante sospeso a Sarzana

Tonno sequestrato Asl 5

Due persone sono state ricoverate in ospedale per un’intossicazione alimentare. I medici del Sant’Andrea hanno riconosciuto che si trattava di due presunti casi di sindrome sgombroide. Così si sono immediatamente attivati i controlli della Struttura complessa Igiene della produzione commercializzazione, conservazione e trasporto degli alimenti di origine animale e loro derivati del Dipartimento di Prevenzione di Asl 5. A finire nei guai un ristorante, ora sospeso con l’obbligo di sanare le carenze strutturali, del centro di Sarzana e a causare i forti malesseri dei due ricoverati sarebbe stato del tonno alla griglia.
In particolare, una nota dell’Asl 5 e del dipartimento diretto dal dottor Mino Orlandi precisa “La sindrome sgombroide è un tipo di intossicazione causata dall’ingestione di pesce non conservato correttamente”.
Così i controllori ufficiali del Servizio veterinario si sono subito recati nel ristorante nel quale le due persone avevano pranzato lo stesso giorno consumando del tonno alla griglia e l’intervento ha permesso di rinvenire nel frigorifero della cucina l’alimento sospettato di aver causato il malore nei commensali.

“Le analisi di laboratorio, attualmente in corso, forniranno la prova della presenza nel pesce di istamina, che se ingerita ad alta concentrazione, si manifesta rapidamente nel consumatore con bruciore delle fauci, forte lacrimazione, arrossamenti cutanei, mal di testa, disturbi gastrointestinali e palpitazioni. I sintomi, seppur di breve durata, possono causare reazioni simil allergiche in soggetti particolarmente predisposti. La sindrome è, infatti, spesso confusa con un’allergia ma, in questi casi, la sostanza che è presente nel cibo è prodotta ad opera di batteri contaminanti e non generata dal corpo umano” precisa la nota dell’Asl 5.
“I prodotti ittici a rischio di istamina possono essere oltre al tonno anche sgombri, sardine, acciughe e aringhe che se mal conservati favoriscono, in casi fortunatamente sporadici, la proliferazione batterica responsabile della formazione della sostanza tossica nell’alimento. In questi casi il pesce contaminato non mostra alterazioni visibili nell’odore, nel sapore o nel colore rendendo impossibile riconoscerlo ad occhio nudo. Inoltre, l’istamina essendo termoresistente non viene eliminata dalla normale cottura né dal congelamento, affumicatura o inscatolamento. Di fondamentale importanza è, pertanto, il mantenimento costante della catena del freddo per i prodotti freschi o l’adeguata copertura di olio per le conserve di tonno in scatola e la corretta conservazione in frigorifero dopo l’apertura” prosegue la nota.

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