Recco: quattro parrocchie e tante chiese; pochi don. e uno lascerebbe la città

Recco: quattro parrocchie e tante chiese; pochi don. e uno lascerebbe la città

Generico novembre 2025

L’unica cosa certa è che Recco può contare su confraternite e fedeli che danno una grossa mano ai pochi sacerdoti che svolgono la loro opera di apostolato in città. Ora la voce, non confermata, che don Enrico Ciangherotti lascerebbe la parrocchia di Megli, forse per supplire alla mancanza di sacerdoti con cui l’arcivescovo Marco Tasca e monsignor Marco Doldi devono fare i conti ogni giorno. Nella parrocchia di San Rocco don Antonio Servetto (classe 1946) tiene duro, ma da maggio l’amministratore parrocchiale è monsignor Andrea Parodi (classe 1965). Il francescano padre Costanzo Milesi, 99 anni, si vede sempre meno alle cerimonie religiose cittadine. La parrocchia di Polanesi è affidata e retta egregiamente dal sempre attivissimo don Pasquale Revello (Classe 1935), già arciprete della parrocchia centrale prima di raggiungere e superare l’età pensionabile. Fortunatamente si è integrato e si fa amare dai fedeli don Giuseppe Guastavino (classe  1962, compirà gli anni il 23 dicembre antivigilia di Natale) che è contemporaneamente parroco di San Giovanni e rettore del santuario del Suffragio. Recentemente, gli è di aiuto la presenza saltuaria del fratello maggiore don Giovanni Battista (classe 1957). Altro aiuto esterno l’instancabile dom Francesco Pepe, priore del convento benetettino-olivetano di San Prospero a Camogli, parroco a Testata di Avegno e chiamato spesso ad officiare a Santa Margherita e Portofino. Ora si attende che l’arcivescobo Marco Tasca guardi anche a Recco e, nell’eventualità che don Ciangherotti venga trasferito, provveda a sostituirlo.

Nelle immagini don Giuseppe Guastavino, padre Costanzo Milesi, don Antonio Servetto con l’arcivescovo Marco Tasca, don Pasquale Revello e dom Francesco Pepe

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