
Genova. Si allarga il fronte della protesta “operaia”, dopo la mobilitazione dei lavaotori ex Ilva, oggi anche i “colleghi” di Ansaldo Energia hanno ripreso la propria protesta contro le dirigenza aziendale arrivando a occupare lo stabilimento. Una azione pensata come risposta al presunto piano della dirigenza di smantellare la produzione delle barre statoriche. I sindacati accusano l’azienda di voler delocalizzare questa cruciale lavorazione negli Stati Uniti, mettendo a rischio il ruolo centrale della produzione genovese.
In una nota congiunta, le rappresentanze sindacali hanno illustrato le ragioni della mobilitazione. L’azione di protesta è stata innescata da tentativi, ritenuti inaccettabili, di trasferimento della produzione: “Questa mattina, replicando l’episodio di venerdì scorso, il secondo automezzo inviato dalla Direzione Aziendale per trasportare in Texas la lavorazione delle barre statoriche – che possiamo e intendiamo realizzare a Genova – ha trovato nuovamente in sciopero gli operai e gli impiegati di Ansaldo Energia. Questa ferma reazione ha costretto l’automezzo a ripartire vuoto, lasciando le barre all’interno del nostro stabilimento. Agiremo in questo modo di fronte ad ogni tentativo di esternalizzazione e decentramento.”