Politica

Educazione sessuo affettiva nelle scuole dell’infanzia, insorge Forza Italia: “Fermatela, intervenga il garante”

Educazione sessuo affettiva nelle scuole dell’infanzia, insorge Forza Italia: “Fermatela, intervenga il garante”

Generico dicembre 2025

Genova. Da gennaio oltre trecento bambini e bambine di Genova dai tre ai sei anni che frequentano quattro asili comunali sperimenteranno per un’ora alla settimana l’educazione sessuale e affettiva. “Una risposta tutta politica della Giunta di sinistra guidata da Silvia Salis alla scelta del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara di concedere solo a scuole superiori e medie, quindi escludendo primaria e infanzia, progetti su questo tema, sempre e comunque previo consenso delle famiglie”.

Questo il comunicato di Forza Italia Genova, che si scaglia contro la decisione della giunta: “La posizione di Forza Italia Genova è un netto no ad una sperimentazione giudicata opaca, senza alcuna condivisione e senza un previo passaggio in Commissione consiliare, senza alcuna trasparenza e informazione su quali saranno le attività proposte e da quali esperti, di fatto soltanto strumentale alla lotta e polemica politica col Governo di centrodestra a guida Giorgia Meloni.Questa sperimentazione ha tutta l’aria di una provocazione ‘politica’ delle sinistre all’indirizzo del Governo di centrodestra, fatta peró sulla pelle di bambine e bambini. Per usare un gergo infantile, certo più comprensibile a tutte e a tutti, verrebbe da dire ‘non si fa, non si fa’. Forza Italia Genova ribadisce con fermezza il proprio impegno a tutela della libertà educativa delle famiglie e del coinvolgimento di madri e padri nelle opzioni educative che riguardano le figlie e i figli” dichiara Mario Mascia, Segretario di Forza Italia Grande Città di Genova e Capogruppo in Consiglio Comunale “chiediamo trasparenza amministrativa: nei contenuti, nei metodi, nella formazione degli educatori. E soprattutto, chiediamo ascolto: perché l’alleanza educativa tra scuola e famiglia si costruisce nel rispetto reciproco, non nella delega cieca”.

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