
“Ci speravo, confesso di aver creduto che la commissione consigliare chiamata a discutere del problema che investe i 74 dipendenti della Cooperativa Elleuno che rischiano di perdere il posto di lavoro potesse essere convocata. Invece no”. Lo afferma in una nota Andrea Frau, consigliere comunale del Partito democratico. “Il gruppo consiliare Pd prima e poi e poi la segretaria della categoria della Funzione pubblica della Cgil Marzia Ilari hanno chiesto che venisse convocata la terza commissione consiliare del Comune della Spezia per valutare la grave situazione creatasi con la chiusura dell’appalto da parte di Asl 5 verso la Cooperativa Elleuno che ha gestito sino ad oggi i servizi domiciliari di fisioterapia, infermieristica oss etc, ma che dal 1° gennaio saranno a casa senza lavoro – prosegue il consigliere comunale Pd -. Sono il vicepresidente di quella commissione e per statuto non ho alcun diritto e potere di disporre sulla calendarizzazione dei lavori, e pertanto se e quando convocare spetta esclusivamente alla presidente Stella Pollina, ma la stessa ha deciso di non farlo in totale autonomia – prosegue Frau -. Una scelta scellerata di nascondersi dietro un dito (mignolo) per non convocarla è tutta sua responsabilità. Affermare, come ha fatto la presidente, di non convocare perché due sigle sindacali non si sono rese disponibili a presenziare non significa aver rispettato la pluralità, ma al contrario significa essere stati proni alla scelta di quelle medesime sigle sindacali che non hanno voluto partecipare rappresentando solo il 3% dei lavoratori coinvolti o, in alternativa aver approfittato di tale indisponibilità per non affrontare il problema di 74 famiglie spezzine prossime a perdere un posto di lavoro”.
“Ridicolo affermare in tale condizione che non si voleva ascoltare solo la posizione di una parte, quando quella parte rappresenta la quasi totalità degli interessati – aggiunge l’esponente Pd -. Inoltre, fatto ancor più grave, è stato affermare di avere a sue mani una nota della Asl 5 su tale argomento, impedendo così di far conoscere agli interessati, che rischiano il posto di lavoro, il contenuto di tale documento”.