Economia

Call center, nuove gare per Enel. I sindacati: “Temiamo licenziamenti mascherati se non verrà garantita la territorialità”

Call center, nuove gare per Enel. I sindacati: “Temiamo licenziamenti mascherati se non verrà garantita la territorialità”

presidio Enel Call center Venelli, Polleschi e D'Ippolito con i lavoratori

In una mattinata grigia e nuvolosa, una rappresentanza di lavoratrici, lavoratori e delegati sindacali si è ritrovata oggi, giovedì 9 gennaio, in piazzale Kennedy alla Spezia. Il presidio, organizzato dalle segreterie territoriali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, ha preso vita tra le 10 e le 12 proprio davanti al punto Enel per accendere i riflettori sul futuro dei 72 addetti di System House che operano sull’appalto nel territorio spezzino. Al centro della protesta non ci sono tagli diretti, ma le modalità con cui Enel intende gestire le prossime 12 gare per l’affidamento dei servizi di quality e back office previste nel prossimo triennio: il timore è che, pur applicando la clausola sociale, venga meno il principio di territorialità.

Senza questo vincolo, l’azienda che vince l’appalto è obbligata a riassumere il personale, ma può farlo in sedi molto distanti da quella originale. Questo costringerebbe i lavoratori a trasferimenti geograficamente insostenibili o, in alternativa, alle dimissioni forzate. Anche se al momento la realtà della Spezia non è ancora colpita da questa dinamica, i sindacati tengono alta l’attenzione per evitare che si crei un precedente devastante per l’intero settore dei call center, che a livello nazionale conta oltre 40.000 addetti.

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