Mani, sguardi e desideri: il viaggio umano di Stefano Lanzardo a Palazzo Binelli

Mani, sguardi e desideri: il viaggio umano di Stefano Lanzardo a Palazzo Binelli

I wish

Nuovo appuntamento con i desideri a Palazzo Binelli a Carrara. Il fotografo spezzino Stefano Lanzardo accoglie il 10 gennaio dalle 16 alle 18 all’interno della mostra “Vi ho incontrati nel mio viaggiare” curata da Giovanna Riu e promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara. “Lo spazio e il percorso espositivo mettono in scena storie, comportamenti, pensieri e malesseri del pianeta uomo – scrive la curatrice – . L’atmosfera emozionale, la curiosità e la sorpresa accompagnano lo spettatore-attore lungo un itinerario segnato da immagini simbolo. Si incontrano mani che salutano, ospitali e accoglienti, si vedono occhi il cui sguardo stabilisce reciprocità”. È un percorso che stanza dopo stanza mette a fuoco dettagli e risveglia uno a uno i sensi e le percezioni. Mani, occhi: una parte per il tutto, la Riu li definisce sineddoche di persone, di umanità. I dettagli portano all’unità della grande piazza, dove si rievoca l’elettrica inaugurazione dello scorso 22 novembre, dove alle finestre si affacciano storie da completare e dove in un angolo l’algoritmo dell’Intelligenza Artificiale lampeggia le sue inquietanti frasi. Tutto in una agorà artistica dove ci si ritrova, dove ci si lascia sorprendere. Oltre la piazza, la stanza dei desideri.

I wish. “Il progetto nasce una quindicina di anni fa – spiega Lanzardo –. Ero ospite a un Festival in Norvegia, a Fredrikstad,  dove portavo ‘Tracce’. All’interno della rassegna di teatro-danza mi hanno chiesto se potessi fare qualcosa per sottolineare l’esistenza di un centro sociale cittadino, di quelli in tipico stile scandinavo, spazi dati dal Comune, con bar, biliardo e attenzione al welfare dei cittadini”. Nasce così ‘I wish’. “Ho avuto l’idea di chiedere ai frequentatori cosa desiderassero, scattando loro un ritratto con il desiderio scritto su una tavoletta di scuola. Poi abbiamo stampato le foto in grande formato e le abbiamo poste all’esterno dell’edificio. La popolazione, che nemmeno conosceva l’esistenza di quel centro sociale, vedeva così alle finestre le facce che c’erano dietro alla porta, i loro vicini”. ‘I wish’ detto in norvegese suonava male e il titolo è rimasto in inglese da allora, con tutte le sue sfumature semantiche: augurio, intenzione, volontà, difficile realizzazione, rimpianto, speranza, azione,…

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