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Rifondazione: “Solidarietà alle lavoratrici e lavoratori dei call center Enel a difesa del posto di lavoro e licenziamenti mascherati da trasferimenti”

Rifondazione: “Solidarietà alle lavoratrici e lavoratori dei call center Enel a difesa del posto di lavoro e licenziamenti mascherati da trasferimenti”

presidio Enel Call center Venelli, Polleschi e D'Ippolito con i lavoratori

“Enel, azienda, in larga parte partecipata pubblica, sta cercando di ridurre i costi ancora una volta a discapito della qualità del servizio e sulle spalle di migliaia di lavoratrici e lavoratori che sono collocati, prevalentemente, nelle regioni del Sud. Ribadiamo con fermezza che va fatta valere la clausola sociale, la salvaguardia dei posti di lavoro e la continuità occupazionale e che il governo e le istituzioni se ne devono fare carico, devono garantire il rispetto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Né può passare la logica che l’innovazione tecnologica e scientifica venga implementata caricandone gli esiti sulle nostre spalle”. Così la segreteria provinciale di Rifondazione Comunista che aggiunge: “Nel prossimo futuro, in realtà già oggi ma, ancora più domani e con progressione geometrica, lo sviluppo potente delle scienza e delle nuove tecnologie, non solo dell’Intelligenza Artificiale ridurrà la quantità di lavoro necessario concreto, umano, nella produzione di merci e di servizi. Uno sviluppo che non può trasformarsi in ulteriore sfruttamento, precarizzazione, perdita del lavoro, ma nel suo esatto contrario: più sicurezza, maggior reddito, riduzione del tempo di lavoro e una vita degna per tutte/i”.

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