Politica

Concessioni a Marinella, Bellegoni: “Fallimento politico e amministrativo della giunta”

Concessioni a Marinella, Bellegoni: “Fallimento politico e amministrativo della giunta”

Giornata di mare mosso e cielo plumbeo a Marinella

“Ancora una volta i nodi vengono al pettine e, come sempre, a pagare sono i lavoratori, gli operatori del settore e i cittadini. Sul litorale sarzanese si consuma il fallimento politico e amministrativo della giunta comunale: anni di inerzia, rinvii deliberati e propaganda social hanno prodotto un solo risultato concreto, l’intervento del TAR che ha imposto al Comune di Sarzana di portare a termine il piano spiagge e bandire le gare per le concessioni entro maggio 2026”. Lo afferma Matteo Bellegoni, segretario regionale del Pci, che prosegue: “Non c’è nulla da rivendicare e nulla di cui andare fieri. Questa non è una vittoria della legalità, ma la certificazione di una clamorosa incapacità di governo. Quando un’amministrazione viene costretta dalla magistratura amministrativa a fare ciò che avrebbe dovuto fare da anni, significa che chi la guida ha scelto di non assumersi responsabilità, di non decidere e di lasciare marcire i problemi sperando che passassero inosservati. La giunta sarzanese ha scientemente condannato i concessionari a vivere in una condizione di incertezza permanente, bloccando investimenti, mettendo a rischio posti di lavoro e paralizzando qualsiasi programmazione. Oggi, all’ultimo minuto, si pretende di scaricare le conseguenze di questa gestione fallimentare su chi lavora e su chi dovrà eventualmente subentrare, chiamato a investire alla cieca, senza regole chiare e senza una visione di lungo periodo. Ma il prezzo più alto lo pagheranno i cittadini. Nessuna trasparenza, nessun dibattito pubblico, nessuna idea su quale futuro si voglia dare al litorale. Zero garanzie sull’aumento delle spiagge libere, zero certezze sulla tutela ambientale, zero impegni sulla difesa del lavoro stagionale. Un vuoto politico totale, riempito solo da slogan e comunicazione autoreferenziale. Non si può che denunciare con forza questo modo di amministrare basato sull’immagine e sull’autopromozione ma completamente privo di pianificazione, competenza e senso del bene comune. Le spiagge non sono una merce né un problema burocratico da risolvere sotto la pressione dei tribunali: sono un patrimonio collettivo che richiede scelte politiche chiare, coraggiose e trasparenti. Il tempo delle scuse è finito. Chi governa Sarzana non può più nascondersi dietro rinvii e silenzi. Si assuma finalmente la piena responsabilità di questo disastro amministrativo nei confronti della città oppure tragga le dovute conseguenze politiche della propria evidente inadeguatezza”.

 

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