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“I portuali non lavorano per la guerra”, Rifondazione ligure a sostegno dello sciopero

“I portuali non lavorano per la guerra”, Rifondazione ligure a sostegno dello sciopero

Porto di Genova

Domani, venerdì 6 febbraio, i lavoratori portuali di 21 grandi porti europei sciopereranno in occasione della giornata internazionale “I portuali non lavorano per la guerra”, promossa da Usb – Unione sindacale di base e dai sindacati Enedep (Grecia), LAB (Paesi Baschi), Liman-İş (Turchia) e ODT (Marocco). “Il blocco dei porti, snodi centrali del traffico di merci e armamenti, è uno strumento decisivo per fermare l’economia di guerra, il riarmo e la militarizzazione delle infrastrutture strategiche. Per questo Rifondazione Comunista sostiene lo sciopero e sarà presente a Varco San Benigno – dichiarano in una nota Jacopo Ricciardi e Giovanni Ferretti, rispettivamente segretario regionale ligure e segretario genovese di Rifondazione Comunista -. Solo la resistenza delle lavoratrici e dei lavoratori e la costruzione delle più ampie convergenze dei popoli in lotta in Europa e nel mondo, possono fermare le guerre e i disastri sociali e ambientali che ne derivano. Bisogna cessare gli investimenti nell’economia di guerra a favore di una transizione industriale socialmente ed ecologicamente sostenibile, concludono gli esponenti di Rifondazione Comunista”.

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