
Consiglio regionale in seduta solenne stamani per celebrare il Giorno del Ricordo, ricorrenza, che cade il 10 marzo, varata nel 2004 con la finalità di “conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”, come si legge nella legge istitutiva.
I lavori dell’aula Sandro Pertini sono stati aperti dal presidente dell’Assemblea legislativa Stefano Balleari, che ha salutato le autorità presenti e ha invitato a osservare un minuto di silenzio in ricordo delle vittime.
E’ seguita l’orazione ufficiale di Stefano Pilotto, professore di Analisi geopolitica per l’International Business, direttore del Corso Origini Italia presso il MIB Trieste School of Management, professore di Storia dell’Integrazione Europea presso l’Università degli Studi di Udine ed esperto di storia e problemi dell’Europa Centro-Orientale e dei Balcani.
“Oggi l’Assemblea si riunisce in seduta solenne per celebrare il Giorno del Ricordo, una ricorrenza che avvertiamo anzitutto come un dovere di verità, dovuto alla storia e all’identità stessa della nostra Nazione”, ha esordito il presidente Balleari. “Alle violenze del fascismo di frontiera fecero seguito le feroci rappresaglie dei partigiani comunisti di Tito e da qui prese forma un rigurgito di odio che si trasformò nei fatti in una persecuzione sistematica. Le foibe, le nere gole del Carso, divennero il simbolo di quella violenza cieca: un massacro che, insieme all’arbitrio e alla totale assenza di certezze per il futuro, generò un esodo senza precedenti nella storia italiana”, ha aggiunto. “Questa ricorrenza ci impone di guardare senza reticenze alla tragedia delle foibe e dell’esodo. Negare o minimizzare quei fatti significa negare dignità alle vittime e a chi dovette abbandonare tutto per salvarsi”, ha detto ancora Balleari, affermando poi che “non è accettabile che a Genova una targa voluta all’unanimità dal Consiglio comunale nel 2019 sia stata oggetto di ripetuti atti vandalici”, con riferimento alla targa dedicata a Norma Cossetto. “La storia è fatta di passi avanti nella condivisione della memoria. Tornare indietro significa lasciare spazio alla violenza e all’ignoranza – ha osservato ancora il presidente Balleari -. Sulle foibe non esistono ambiguità possibili: chi fugge, sceglie il silenzio; e il silenzio è una responsabilità. Quella delle foibe è una storia che ha sconfitto la congiura del silenzio e che nessun tentativo negazionista o giustificazionista potrà mai più nascondere o cancellare”.