Pagano presenta il suo ultimo lavoro: “Da Carando impariamo che la scelta per la libertà è prima umana ed etica, e solo dopo politica”

Pagano presenta il suo ultimo lavoro: “Da Carando impariamo che la scelta per la libertà è prima umana ed etica, e solo dopo politica”

Generico febbraio 2026

A ottant’anni dalla Resistenza, mentre riemergono nel presente conflitti, autoritarismi e smarrimenti morali, la storia di Ennio Carando torna a interrogare il nostro tempo. Filosofo, insegnante, dirigente del CLN spezzino e partigiano, Carando incarnò una rara coerenza tra pensiero e azione, tra educazione e scelta politica, fino al sacrificio della vita. Con Ennio Carando. Un filosofo nella Resistenza, Giorgio Pagano prosegue il suo lavoro di ricostruzione della memoria resistenziale spezzina e lunigianese, intrecciando biografia, riflessione civile e pedagogia democratica. Il suo libro non è solo il ritratto di un uomo, ma una meditazione sull’antifascismo come rivolta morale, sulla politica come dialogo e sulla scuola come luogo di autonomia e formazione critica. Ne parliamo con l’autore, partendo dalla figura di Carando e arrivando alle domande più urgenti che la sua eredità pone oggi alla democrazia, alla scuola e alla coscienza civile.

Come nasce l’idea di un libro su Carando?
“La Costituzione è inattuata e sotto attacco, avanzano l’autoritarismo e la spoliticizzazione. Dalla vita di Carando sgorga la consapevolezza di una scelta per la libertà che, prima ancora che politica, è umana, etica, antropologica. Carando è l’unico partigiano cieco nella Resistenza, che si sacrifica perché non vuole stare nelle retrovie ma combattere in prima linea insieme ai suoi studenti. Le risposte ai problemi di oggi occorre andarle a cercare in altri contesti politici e culturali, presso altri popoli, altre generazioni… Però da una vita esemplare e dall’autorità morale che essa incarna e che da essa scaturisce abbiamo molto da imparare. Ho sentito il desiderio intenso di capire l’eccezionalità di un’esperienza soggettiva che estrae dall’uomo tutto il meglio”.

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