
Genova. Le accuse della consigliera comunale Francesca Ghio nei confronti dell’amico di famiglia che ne ha abusato per cinque anni “non potranno mai dar luogo all’esercizio dell’azione penale” perché il reato di violenza sessuale è inesorabilmente prescritto.
Lo scrive il giudice Matteo Buffoni nell’ordinanza di archiviazione per la vicenda diventata di pubblico dominio quando Ghio ha scelto di denunciare l’accaduto durante una seduta del consiglio comunale.La procura aveva aperto un’inchiesta, ma sulla base del mero calcolo dell’età della consigliera e del periodo in cui in base a quanto riportato dai giornali si erano verificate le violenza, aveva chiesto l’archiviazione. Lei però – tramite il suo avvocato – Michele Ispodamia – aveva fatto opposizione alla richiesta perché voleva che il nome del suo stupratore fosse messo nero su bianco e potesse nel caso essere utile per vicende analoghe.