Economia

Crisi nello Stretto di Hormuz, Avena: “Porti e logistica sotto pressione, serve un rinnovamento radicale”

Crisi nello Stretto di Hormuz, Avena: “Porti e logistica sotto pressione, serve un rinnovamento radicale”

Lo stretto di Hormuz

Un’altra emergenza geopolitica colpisce l’economia portuale spezzina. Il recente conflitto che ha colpito L’Iran, i Paesi del Golfo Persico e lo Stretto di Hormuz ha gettato benzina sul fuoco dell’instabilità, colpendo il cuore pulsante del commercio mondiale.
“Lo Stretto di Hormuz non è solo una via di passaggio: è la porta d’accesso tra Asia, Europa e Stati Uniti per il trasporto di petrolio e merci. Basta una scintilla di tensione perché l’intero equilibrio delle catene di approvvigionamento globali sia messo seriamente in discussione. L’aumento delle tensioni ha reso le rotte marittime particolarmente rischiose: ora sono comuni sia deviazioni obbligate che ritardi difficili da prevedere, con costi di trasporto in continuo aumento”. A lanciare l’allarme è Salvatore Avena, segretario delle Associazioni del porto, mettendo in guardia rispetto alla necessità sempre più pressante di mettere in sicurezza uno dei comparti strategici dell’economia di un Paese che vive di import ed export.

Salvatore Avena

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