
Liguria. Lo scoppio del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran sta tenendo il mondo con il fiato sospeso. Durante le prime ore dei combattimenti, la potenza di fuoco espressa da entrambe le parti ha reso evidente fin da subito la portata di questo scontro che rischia di allargarsi e, soprattutto, di incidere profondamente sugli assetti globali politici ed economici. Trascorse le prime 72 ore, tempo considerato dagli esperti come il termine entro il quale la postura strategica delle parti in conflitto si misura con la realtà tattica espressa sul campo, le speranze che questa guerra possa essere di breve durata iniziano a vacillare, gettando ombre sempre più concrete per gli effetti a medio e lungo termine della guerra.
Osservato speciale è lo stretto di Hormuz, il corridoio marittimo vitale attraverso il quale transita una parte significativa del petrolio e del gas naturale mondiali, per una percentuale stimata tra il 20 e il 30% del consumo mondiale. Da lì transita il gnl proveniente dal Qatar, principale fornitore italiano dopo la chiusura del corridoio energetico con la Russia: se la chiusura dello stretto, oggi imposto armi in pugno dall’Iran, sarà prolungata, gli effetti sull’economia italiana potrebbero essere dirompenti, con una spinta inflazionistica generalizzata robusta che potrebbe “picchiare” su consumi e produzione. Già oggi sono centinaia le imbarcazioni di fatto bloccate, in attesa di poter attraversare lo stretto.