
Era un nerd, un “darkettone” che a scuola faceva confusione, con E463 nel codice fiscale e nelle vene il mare di Porto Venere, dove, parole sue, conosce ogni piastrella dei carruggi. Poi Jacopo Marchini ha preso il largo. “Ero un pesce fuor d’acqua e non capivo bene quali fossero i miei interessi – racconta -. Ho cambiato scuole, sono stato bocciato, dal Fossati al Liceo Linguistico, poi per dimostrare al mondo che i professori avessero sbagliato opinione sul mio conto mi sono iscritto al Liceo Scientifico Tecnologico e, uscito con il minimo indispensabile, ho cominciato un percorso di studi in Lingue all’Università di Pisa, dove ho potuto esibire qualche 30 sul libretto. Ma quel mondo era ancora troppo poco”. Affamato di linguaggi, il giovane spezzino si è messo in viaggio: Londra, San Diego, l’America dei sogni. E mentre viaggia Jacopo fotografa. “Sono figlio di un fotografo, sono cresciuto a ISO e diaframmi”. L’obiettivo diventa un mezzo per esplorare, poi un lavoro. “Nei miei viaggi – spiega a CdS – ho conosciuto una persona organizzatrice dei Nastri d’Argento. Sono diventato fotografo ufficiale dei suoi eventi, ho seguito i red carpet della Mostra del Cinema di Venezia, immortalato gli attori di Hollywood… poi mi son reso conto che il mio posto nel mondo non era la cronaca fotografica ma la narrazione audiovisiva”.