
Genova. La Regione Liguria non si è costituita parte civile nel processo per voto di scambio alle elezioni del 2020 per evitare di pagare un avvocato penalista, ma non esclude di chiedere i danni in seguito, in caso di condanna. Lo ha spiegato l’assessore Alessio Piana rispondendo alle interrogazioni di Stefano Giordano (M5s) e Selena Candia (Avs) che cercavano spiegazioni dopo che, invece, il ministero della Giustizia ha chiesto un risarcimento di 5 milioni per il danno morale e d’immagine.
Si tratta di uno dei filoni della maxi inchiesta che ha coinvolto anche l’ex presidente ligure Giovanni Toti, uscito dal processo con un patteggiamento. Tra i 18 imputati ci sono l’ex capo di gabinetto della Regione Matteo Cozzani, l’ex segretario dell’Autorità portuale del Mar Ligure Occidentale Paolo Piacenza, i gemelli Maurizio e Arturo Angelo Testa, l’ex consigliere regionale Stefano Anzalone e l’ex consigliere comunale Umberto Lo Grasso. La Procura contesta per alcuni di loro anche l’aggravante mafiosa. Al centro il presunto convogliamento di voti della comunità riesina verso la lista Cambiamo con Toti Presidente e tre candidati.