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Ponte di Via Falcinello, Baruzzo a Battaglia: “Realtà smentisce le promesse, non se la prenda con l’opposizione”

Ponte di Via Falcinello, Baruzzo a Battaglia: “Realtà smentisce le promesse, non se la prenda con l’opposizione”

Cantiere ponte Via Falcinello

“Il bellissimo film “Una battaglia dopo l’altra” ha vinto sei statuette durante l’ultima cerimonia degli Oscar, tra cui il premio per la migliore sceneggiatura non originale. Analogo riconoscimento meriterebbero le dichiarazioni del consigliere comunale sarzanese Massimo Battaglia a proposito dei lavori di demolizione e ricostruzione del ponte di via Falcinello”. Inizia così l’intervento del segretario Pd Marco Baruzzo in risposta all’esponente della maggioranza. “Ma andiamo per ordine. Il consigliere Battaglia dice che le scelte della maggioranza vanno nella direzione della massima trasparenza. Lo prendiamo in parola e approfittiamo dell’occasione per sottoporre alcune questioni, puntuali e fattuali, che temiamo si incarichino di smentire la sua sommaria e affrettata ricostruzioni degli eventi. Quando il consigliere Battaglia afferma, per esempio, che “per troppo tempo si è scelto di non intervenire”, probabilmente si riferisce alle amministrazioni Ponzanelli e alla propria maggioranza, che ha atteso quattro anni prima di conferire il mandato a un legale e ulteriori quattro anni per consentire allo stesso legale di promuovere l’azione giudiziaria finalizzata a escutere le fideiussioni poste a garanzia dell’esecuzione delle opere per l’eliminazione del rischio idraulico previste da un convenzione del 2012. Tra le opere, la demolizione e ricostruzione del ponte di via Falcinello, che questa amministrazione ha scelto di finanziare ricorrendo a fondi pubblici, invece di attivarsi e recuperare per tempo le somme private che avrebbero dovuto e potuto finanziare questo e altri interventi. Si tratta di somme che si avvicinano ai 3 milioni di euro, sulle quali il consigliere comunale del Partito Democratico Franco Musetti ha presentato dapprima un’interrogazione a risposta orale, poi un’interrogazione a risposta scritta, lo scorso agosto. Sono passati otto mesi e, in grave violazione degli obblighi previsti dal regolamento del consiglio comunale, nessuna risposta è stata data. Nel mentre, sui giornali si annuncia una transazione giudiziale che, a fronte di un decreto ingiuntivo per 2 milioni e 900 mila euro, porterebbe a definire la controversia per una somma di poco più di un milione di euro. Se il consigliere Battaglia fosse davvero interessato a un’operazione trasparenza, potrebbe cominciare dal richiedere alla propria giunta e alla propria maggioranza un chiarimento su questi punti: perché hanno aspettato otto anni prima di escutere le fideiussioni, i cui importi sono rimasti fissi, mentre aumentavano inevitabilmente i costi delle opere che avrebbero dovuto garantire? Temiamo che la domanda resterà senza risposta, come l’interrogazione inutilmente presentata otto mesi fa all’assessore all’urbanistica.

Il consigliere Battaglia, inoltre, rivendica serietà e rispetto per tecnici e professionisti, nascondendosi dietro di loro e guardandosi bene dal mettere a fuoco le responsabilità molto politiche che stanno dietro i macroscopici ritardi delle lavorazioni. Quando egli auspica una politica “più responsabile, seria e pragmatica”, dovrebbe rivolgersi ancora una volta alla giunta Ponzanelli e alla propria maggioranza, le quali nell’ordine: hanno “inaugurato” il cantiere e consegnato i lavori nella primavera 2023, in piena campagna elettorale, salvo ordinarne l’immediata e prevedibile sospensione, visto che si era fino a quel momento deliberatamente ignorato il problema dello spostamento dei sottoservizi, già segnalato dagli enti preposti durante la conferenza dei servizi del 2021 e “costato” oltre un anno di blocco delle lavorazioni; hanno chiuso il ponte alla circolazione veicolare e pedonale nel settembre 2024, senza dare adeguato preavviso al pubblico e soprattutto senza prevedere alcuna soluzione alternativa (si suggeriva ai malcapitati di imboccare contromano via Berghini per ricollegarsi alla Cisa): il percorso pedonale che oggi consente di raggiungere la zona di Porta Parma è stato ottenuto grazie alle proteste dei residenti e aperto circa due mesi dopo la chiusura del ponte; dalla stessa chiusura del ponte a oggi, cioè per un periodo di oltre 18 mesi, hanno costantemente negato il ritardo e le difficoltà delle lavorazioni, occultato o mistificato le responsabilità dell’impresa appaltatrice, ridotto il confronto pubblico a poche occasioni di propaganda, con aperta insofferenza del contraddittorio.
Il consigliere Battaglia accusa l’opposizione – non si capisce su quali basi – di cercare la strumentalizzazione e diffondere informazioni non corrette, ma dimentica di sottoporre ad analoga e più stringente censura la propria parte politica, che ha gestito questa vicenda con superficialità, approssimazione e disinteresse, annunciando una data di scadenza dopo l’altra e smentendo le stesse promesse a sei mesi di distanza. Un esercizio da provetti prestigiatori. La convocazione di qualche commissione e la diffusione di fantasiosi comunicati stampa non è sufficiente per cancellare oltre 18 mesi di desolazione e confusione, che hanno messo e mettono a dura prova la viabilità e soprattutto la pazienza dei molti cittadini coinvolti. Se oggi prevale un sentimento di sconcerto e sfiducia, ciò è soprattutto dovuto all’arroganza con cui l’amministrazione ha gestito e minimizzato la situazione a partire dal primo giorno. Infine, quanto all’accusa di citare cantieri privati come opere incompiute, ci troviamo davanti a una disperata difesa d’ufficio: sono state ancora una volta le amministrazioni Ponzanelli e la maggioranza a cui il consigliere Battaglia appartiene a intestarsi questi cantieri, rivendicandone l’avvio o il “quasi avvio” come successi straordinari e senza precedenti, tra post, conferenze stampa e modellini. Se poi la realtà smentisce le promesse, suggeriamo al consigliere Battaglia di non prendersela con l’opposizione: in altre parole, di non guardare la pagliuzza senza accorgersi della trave”.

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