Stillitano e il paradosso del calcio italiano: “Ho il portiere dell’under 21 e i miei dirigenti mi hanno chiesto di prenderne uno di esperienza”

Stillitano e il paradosso del calcio italiano: “Ho il portiere dell’under 21 e i miei dirigenti mi hanno chiesto di prenderne uno di esperienza”

Charlie Stillitano

“La mia esperienza nella serie B italiana è davvero affascinante. In un anno ho imparato tantissimo”. Lo ha detto Charlie Stillitano, presidente dello Spezia e voce del calcio italiano nel mondo, ospite del podcast britannico The Joy of Football Podcast con Martin Tyler e Neil Barnett. Stillitano, oltre a raccontare aneddoti sulla sua lunga carriera nel mondo del calcio partita nel 1992, dedica una parte non piccola al presente da vertice aquilotto. Il tutto partendo dal paesaggio di sfondo di una nazionale che non gioca i Mondiali da tre edizioni e che si fa termometro di un sistema in crisi.

“Senti dire da tutti che si spende troppo tempo nella tattica nei livelli inferiori. In effetti c’è una grande disciplina nei settori giovanili e infatti l’Italia fa sempre bene a livello giovanile. Ma poi tutto si perde, ed è un problema storico, perché non si riesce a far giocare i giovani con i grandi”, dice Stillitano nel provare a spiegare perché l’Italia ha così difficoltà a sfornare talenti negli ultimi anni. Uno dei problemi, secondo il presidente dello Spezia, sono le troppe squadre. “Guardate la serie B. Ci sono venti squadre, quattro scendono e tre salgono: ci sono sette nuove squadre ogni stagione. Come ho spiegato al presidente della Lega di serie B, in questo meccanismo è difficile far giocare i giovani”.

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