
Genova. Il problema è sempre quello dei finanziamenti. L’impianto viene creato e poi si spera. Succede anche con il nuovo Centro per le famiglie appena istituito con una delibera dal Comune di Genova basandosi su una norma nazionale che indica quattro le linee di sostegno a livello nazionale: Adulti in crescita (interventi a supporto della transizione alla vita adulta); Generatività e genitorialità (interventi di welfare idonei a sostenere i nuovi genitori); Dinamiche familiari (azioni di supporto alla stabilità della relazione, alla gestione dei conflitti e alla conciliazione vita-lavoro); La componente anziana delle famiglie (interventi per promuovere l’invecchiamento attivo e la positiva interazione tra le generazioni).
Il Comune di Genova si è adeguato, come spiega Cristina Lodi, assessore al Welfare. Il cambio di nome da Agenzia per la famiglia a Centro per le famiglie non è un vezzo: “La differenza sostanziale è che l’Agenzia per la famiglia non era prevista da nessuna norma − spiega − mentre il Centro per le Famiglie è previsto da una norma nazionale che prevede l’istituzione dei centri per le famiglie ed è appunto il piano nazionale per la famiglia. Noi vogliamo dare un servizio gratuito pubblico, intanto dislocato in tutti i Municipi, che offre servizi, supporto e sostegno da zero a cento anni, passando dai primi mille giorni di vita all’affiancamento dei genitori fino a occuparci dei bambini e delle bambine e dell’invecchiamento attivo. Per noi quindi è molto importante che tutto questo passi attraverso servizi pubblici previsti dalla norma e rispetto ai quali speriamo arrivino anche i finanziamenti, perché il problema di questi servizi previsti è che attualmente il governo non eroga direttamente agli enti locali dei finanziamenti, ma speriamo che possano almeno essere trasferiti alle regioni e che li trasferiscano ai Comuni”.