
Entra nel vivo la seconda edizione di A Bridge to Africa, evento su tre giorni che esplora le relazioni tra Italia di Paesi partner del Nord Africa nel campo della logistica e dell’imprenditoria. Organizzato da The International Propeller Club Port of La Spezia and Marina di Carrara e Clickutility e promosso dall’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale e dalle maggiori aziende che operano nel contesto del porto spezzino, porta in città decine di delegati da storici Paesi partner nordafricani tra cui Egitto, Libia, Algeria, Marocco, Tunisia.
Dopo l’evento introduttivo in Confindustria e i primi meeting privati, questa mattina il convegno di apertura dei lavori ospitato presso l’auditorium Bucchioni per orientarsi in un sistema, quello degli interscambi commerciali tra Italia e Africa, che vale 60 miliardi di euro all’anno con un export composto soprattutto da macchinari industriali e un import focalizzato sull’energia. Tema reso quantomai attuale dall’avventura trumpiana nel Golfo Persico, che tocca il Belpaese soprattutto a livello di shock dei prezzi più che sulla sicurezza dell’approvvigionamento vero e proprio. Questo proprio grazie ai rapporti con i vicini nordafricani. Per intendersi, dall’Algeria arriva oltre un terzo del gas naturale importato dall’Italia e la Libia è il principale fornitore di petrolio.