
Genova. Il rischio di povertà o esclusione sociale in Liguria passa dal 13,8% al 19,7%, il rischio di povertà dal 10,8% al 17,1%, mentre la quota di famiglie a bassa intensità lavorativa sale dal 4,9% al 7,1%. È quanto risulta dai più recenti dati Istat.
“Un deterioramento che non può essere sottovalutato e che segnala la crescita di una vulnerabilità economica e sociale anche in una regione del Nord”, secondo la Uil Liguria. “Questi numeri ci dicono che anche nella nostra regione stanno aumentando le fragilità sociali e che non basta leggere positivamente il dato generale sull’occupazione, se poi crescono il rischio di povertà e la difficoltà concreta delle famiglie ad arrivare a fine mese – dichiara Roberta Cavicchioli, segretaria confederale con delega all’Osservatorio raccolta dati su economia e sociale -. Il peggioramento registrato in Liguria deve farci riflettere seriamente: dietro le percentuali ci sono persone, famiglie, lavoratrici e lavoratori che vivono una condizione di maggiore vulnerabilità economica e sociale. Per questo è fondamentale leggere i dati non in modo superficiale, ma come un campanello d’allarme che richiama la necessità di politiche più incisive su redditi, lavoro e coesione sociale”.